A Oltrisarco, collegante via Galvani a via Maso della Pieve, vi è via Piero Gobetti. Nato a Torino il 19 giugno 1901, nell’ottobre 1918 Piero Gobetti si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Torino, dove tra i docenti ebbe Luigi Einaudi. Si laureò nel giugno 1922 sulla filosofia politica di Vittorio Alfieri. L’esperienza della rivoluzione russa e dello sviluppo del movimento operaio lo mosse a pubblicare due numeri unici sul socialismo. Approfondì alcune tematiche con i suoi studi sul Risorgimento e sulla Russia. Con l’obiettivo di formare una classe politica nuova, il 12 febbraio 1922 uscì il primo numero di “Rivoluzione liberale”; vi collaborarono Giustino Fortunato, Antonio Gramsci, Luigi Sturzo. Nell’aprile 1923 fondò la casa editrice “Piero Gobetti editore”, che in poco più di due anni pubblicò oltre cento titoli; ma i libri furono oggetto di distruzione da parte dei fascisti. Lo stesso Gobetti era stato arrestato il 6 febbraio per sovversivismo; rilasciato dopo cinque giorni, fu nuovamente arrestato il 29 maggio. Nell’aprile 1924 uscì “Rivoluzione liberale. Saggio sulla lotta politica in Italia”. Nel maggio 1924 Piero Gobetti si recò a Parigi, poi a Palermo; la polizia italiana seguiva i suoi spostamenti. Il 9 giugno 1924 Gobetti venne percosso, la sua abitazione fu requisita, la sue carte sequestrate. Gobetti non si dava pace: il 23 dicembre 1924 fondò la rivista “Il Baretti”; vi collaborarono Augusto Monti, Natalino Sapegno, Benedetto Croce, Eugenio Montale. Il 5 settembre 1925, dopo un viaggio a Parigi e Londra con la moglie Ada, un periodo di serenità, Gobetti fu ancora oggetto di pestaggi squadristi. Partito il 3 febbraio 1926 per Parigi da Genova, dove lo salutò Eugenio Montale, l’11 febbraio si ammalò di bronchite; morì a mezzanotte del 15 febbraio 1926 in una clinica di Neuilly-sur- Seine. Fu sepolto nel cimitero parigino di Pére-Lachaise.
Autore: Leone Sticcotti