Resterà aperta fino al 18 ottobre la mostra “Luce di donna”, a Merano a Palais Mamming. Fra le numerose opere esposte risaltano tre ritratti di altrettante donne raffinate, eleganti, misteriose. Esse dominano in maniera esemplificativa la sezione dedicata alla Bella Époque.
Tutti conoscono le celebri raffigurazioni femminili di inizio secolo di Gustav Klimt, Alphonse Mucha o Henri de Toulouse-Lautrec, ma esistono ritratti di donna, da un lato inavvicinabili icone altezzose del lusso e della seduzione, dall’altro anime smarrite della bohème parigina. Maggiormente caratterizzati dalla stilizzazione lineare dell’arte della Secessione sono i ritratti di donna di Alcide Davide Campestrini, Heinrich Told e Umberto Moggioli.
L’artista Campestrini.
Davide Campestrini (Trento 1863 – Milano 1940) era pittore, disegnatore e grafico, si era formato presso la Scuola di Disegno di Trento, poi, a Milano, presso la prestigiosa Accademia di Brera. Tra il 1887 e il 1920 tenne lui stesso cattedra presso la Scuola d’Arte Applicata all’Industria del Regio Castello Sforzesco e a partire dal 1894 presso la medesima Accademia di Brera.
Più volte l’artista colse l’occasione per ritrarre la moglie, la poetessa Emma Toller, di undici anni più giovane, sua conterranea e sposata nel 1897. Numerosi disegni e tele parlano di lei e del legame fra i due.
A Milano però, Emma, faceva fatica a vivere nonostante scrivesse le sue poesie in vernacolo, seguisse il marito nel suo lavoro e con lui frequentasse il “Circolo Trentino di Milano”, luogo di incontro degli irredentisti trentini.
Nel presente ritratto del 1915 che vediamo in pagina, Emma Toller è colta in una posa assai particolare, di profilo e con la testa leggermente piegata. Uno sguardo attento e pure dolcissimo, l’incarnato candido che illumina il contrasto dato dall’abito e dal cappello da cui fuoriescono capelli corvini.
L’artista Moggioli.
Umberto Moggioli (Trento 1886 – Roma 1919) affascinato fin da ragazzo dai paesaggi dei suoi dintorni non tralasciava di restituirli sulla tela.
Fu grazie al noto pittore paesaggista Bartolomeo Bezzi (Fucine d’Ossana 1851 – Cles 1923) e alla generosità del politico, imprenditore e mecenate trentino Antonio Tambosi (Trento 1853 – Trento 1921), che il giovane poté frequentare l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove scelse di seguire la classe di Vedute di Paese e di Mare guidata da Guglielmo Ciardi che lo avviò alla pittura “dal vero”. Ottenuto il diploma nel 1907, la sua nuova meta fu Roma, dove frequentò la Scuola Francese di Nudo.
A contatto con l’ambiente romano la sua tavolozza si arricchì di colori chiari e luminosi e le figure trovarono una solida volumetria. Nel Ritratto di donna del 1912, che vediamo in questa pagina, la protagonista è colta a mezzo busto di profilo mentre il viso è rivolto al fruitore.
I bei lineamenti sono posti in risalto dalla acconciatura alla moda e soprattutto dai colori vivaci della camiciola leggera, che viene in parte coperta dallo scialle azzurro intenso.
L’artista Told.
Heinrich Told (Bolzano 1861 – Sarentino 1924), rimasto sostanzialmente immune alle nuove correnti, di formazione accademica, era un pittore che ben si inquadrava all’inizio del XX secolo. Figlio di una rispettabile famiglia di commercianti, Sarentino era il centro della sua vita anche quando frequentò l’accademia di Monaco. La moglie, Maria Told, si presenta nel quadro, che vediamo in pagina, in posa mondana, in un abito nero di pizzo, con un cappello a tesa larga, mentre guarda l’osservatore con aria interrogativa.
Autrice: Rosanna Pruccoli