La strada dedicata a Nazario Sauro

A Oltrisarco vi sono due vie dedicate a martiri irredentisti; oltre a via Fabio Filzi vi è via Nazario Sauro. Il secondo, nato il 20 settembre 1880 a Capodistria, a quel tempo facente parte dell’Impero austroungarico, per la forte passione per il mare iniziò molto giovane l’attività di marinaio. Come ufficiale marittimo comandò diversi piroscafi, per passeggeri o da carico. Ebbe modo durante la navigazione nel mare Adriatico di studiare ogni angolo della costa, i fondali, le insenature, le isole e le terre del Quarnaro e della Dalmazia; raccolse preziose informazioni sulle difese militari austriache in vista della guerra, che scoppiò il 28 luglio 1914. Il 2 settembre  Nazario Sauro raggiunse Venezia; entrata in guerra anche l’Italia, Sauro si arruolò volontario nella regia Marina, ottenendo il 23 maggio 1915 il grado di tenente di vascello di complemento. Ideò e propose diversi progetti di azione in territorio istriano; ideò inoltre un boa-vedetta sommergibile da adibire a posto di osservazione e segnalazione di movimenti della flotta nemica, In 14 mesi compì oltre sessanta missioni. Importante azione fu quella a Parenzo, all’alba del 12 giugno 1916, con la distruzione dei velivoli e delle autorimesse dalle quali partivano gli idrovolanti nemici in direzione Venezia. Il 30 luglio 1916 Sauro si era imbarcato a Venezia sul sommergibile Giacinto Pullino, per un’incursione su Fiume; l’unità si incagliò sullo scoglio della Galiola, all’imbocco del golfo del Quarnaro. Nazario Sauro fu catturato mentre si allontanava su un piccolo battello. Processato nel tribunale della Marina austriaca  di Pola, con un drammatico confronto con la madre, la quale per salvarlo negò di conoscerlo, fu condannato a morte per alto tradimento. Impiccato nelle carceri militari di Pola il 10 agosto 1916, dal marzo 1947 Nazario Sauro riposa nel tempio votivo del Lido di Venezia, dedicato ai caduti della Grande Guerra. è ricordato con dediche, intitolazioni, monumenti, cippi, busti.

Autore: Leone Sticcotti