Una delle città imperdibili dell’Alto Adige è Vipiteno. Bella in ogni stagione offre numerosi spunti per una visita e per assaporare di volta in volta piccoli stralci della sua storia e delle biografie dei cittadini che l’abitarono e che la caratterizzarono come città dell’argento.
Città sin dal 1280, Vipiteno ebbe origini romane. Il primo insediamento romano potrebbe risalire al 14 a.C., quando su una via di comunicazione tra l’Italia ed i paesi d’oltralpe, Druso maggiore vi fondò una stazione militare con il nome di “Vipitenum”. Di epoca romana sono il monumento sepolcrale a Postumia Vittorina ed un cippo con bassorilievo mitriaco. Nel 550, a seguito di una invasione dei Baiuvari, si sviluppò il borgo di Vipiteno, ma solo nel 1180 si ha la prima menzione di “Stercengum”. Ma è l’intervento dei Fugger a cambiare radicalmente le sorti della città. Essendo sempre stato un luogo di transito, i Fugger ne fecero infatti un centro per lo smistamento dei prodotti delle miniere di argento delle vicine Val Ridanna e Val di Fleres.
Vipiteno conobbe il suo massimo splendore nel XV e XVI secolo specialmente dopo l’incendio, che nel 1443, danneggiò parte della città. Furono ricostruiti edifici merlati, alcuni tardo gotici, quali: Casa del Giudizio Cittadino (1450), l’Albergo “Aquila d’Oro” (1446), la Filiale Fugger (1553), Casa Rafenstein (in origine Köchl, 1472), il Palazzo Comunale (1473), Casa Geizkofler (1600) e la Casa del Giudizio Minerario, in origine degli imprenditori Messing e Pfarrkircher, (1500) che tuttora ne adornano la via principale.
Nel centro di Vipiteno oltre agli edifici sacri e a quelli storici da visitare c’è il Museo civico che sin dal 1994 nella Commenda dell’Ordine teutonico dove già dal 1986 è ospitato il Museo Multscher. Il complesso che a partire dal XIII secolo ospitò l’ospizio dell’Ordine Teutonico, la Commenda, detta anche Deutschhaus, fu acquisita dal comune nel XIX secolo e adibita a ospedale cittadino fino al 1977.
I due musei, sono collegati tra loro e narrano le affascinanti vicende legate ai Fugger. Il Museo Civico di Vipiteno è allestito nelle sale barocche dell’ala est, costruita tra il 1752 e il 1754 sotto il giudice civico Conte von Recordin. Attraverso i documenti storici, ma anche grazie ad antiche vedute e affreschi, il museo ripercorre la storia di Vipiteno, delle sue confraternite e corporazioni, nonché dell’artigianato locale. Il percorso museale include anche la visita alla Chiesa di Santa Elisabetta, la chiesa dell’Ordine Teutonico del XVIII secolo, splendidamente affrescata.
Il Museo Multscher invece prende il nome dall’artista di Ulma maestro Hans Multscher (1400-1467). Fu autore del celebre altare tardo gotico, realizzato tra il 1456 e il 1459: un capolavoro che influenzò profondamente lo sviluppo artistico nella Germania meridionale. Le quattro tavole d’altare raffigurano scene della vita di Maria e della Passione di Cristo.
Il Museo Civico di Vipiteno e il Museo Multscher, si trovano a sud del centro storico, in Via della Commenda, accanto alla Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora delle Paludi.
Autrice: Rosanna Pruccoli