“Hirohito Rimessosi”: Lino ei Mistoterital trentacinque anni dopo

A 35 anni dall’ultimo concerto al Criptonyte di Baricella, Lino e i Mistoterital tornano con un nuovo disco, Hirohito rimessosi. La band bolognese, attiva dagli anni ’80 e protagonista della scena rock italiana fino alla partecipazione a DOC su RAI 2, si è rifondata dopo alcuni concerti sporadici e il successo delle ristampe Fonoarte. Al trio storico Roberto Grassilli, Checco Garbari e Bob Rhodiatoce si sono aggiunti Rino Cavalli, Andrea Palaia e Francesco Mattuzzi, dando vita a una formazione in parte bolzanina. Dieci brani tra ironia, citazioni e contaminazioni beat, new wave e Quartetto Cetra, con ospiti come Cristina Donà e Don Backy.

A dirlo quasi spaventa, ma sono trascorsi trentacinque anni da quando Lino e i Mistoterital hanno suonato il loro ultimo concerto al Criptonyte di Baricella, prima di mettersi in stand-by senza però mai parlare di scioglimento del gruppo. Con due dischi e tre collezionatissimi demo tape alle spalle, la band bolognese negli otto anni precedenti il 1991 aveva conquistato i favori di pubblico e critica da un estremo all’altro della penisola, senza forse mai sfondare del tutto, ma costruendosi una stima e un’affidabilità nel panorama italiano di allora e condividendo i palchi con Gang, Party Kidz e altre glorie del periodo, fino ad approdare negli studi di RAI 2 per il programma televisivo DOC.

Dal 1991 ad oggi il gruppo è più volte uscito dalla naftalina per sporadici concerti, sempre bene accolti dallo zoccolo duro dei fan, ma è stato dopo la pandemia che, complice il buon riscontro delle ristampe in CD ad opera dell’etichetta abruzzese Fonoarte, le cose hanno cominciato a muoversi in modo abbastanza veloce, tanto da favorire una rifondazione di LMT con tanto di nuovo disco in uscita in questi giorni.

“Dopo ritorni occasionali e concerti con buona parte dei membri originali – ci spiega Bobbi Gualtirolo (il cui nome tessile in LMT è Bob Rhodiatoce) – abbiamo deciso che per proseguire era necessario lavorare a brani nuovi e avere una formazione stabile. È stato subito evidente che l’interesse c’era soprattutto nel trio fondatore del gruppo: Roberto Grassilli, Checco Garbari ed io, che siamo anche i tre cantanti. Occorreva però trovare almeno una sezione ritmica, per poter cominciare, e l’abbiamo trovata in Rino Cavalli e Andrea Palaia, così la band, da bolognese è diventata per due terzi bolzanina, visto che a ruota di batterista e bassista è arrivato anche Francesco Mattuzzi alle tastiere!”

Alfieri di un rock italiano originale ed effervescente, LMT sono stati a lungo considerati solo per la loro iniziale appartenenza al filone del rock demenziale: in realtà nella loro musica c’è molto di più, con buona pace di molta critica che non è stata in grado di avvedersene. Testi sagaci, densi di citazioni mai scontate e una serie di modelli musicali pescati tra gli anni sessanta e gli ottanta, messi insieme senza mai che il risultato apparisse derivativo, quanto piuttosto titolare di una certa dignitosa originalità in cui si sposavano armoniosamente beat, new wave e Quartetto Cetra.

“Dopo aver tastato il terreno – prosegue Gualtirolo – con un paio di brani, una mia nuova composizione ed un fondo di magazzino della vecchia band rimasto nel cassetto. Questo prima dell’arrivo dei nuovi componenti, nel frattempo Fonoarte, l’etichetta che ci pubblica, aveva palesato un certo interesse per il nuovo materiale e dopo il debutto a Rimini dei nuovi LMT, non ci è voluto troppo e sviluppare il progetto del nuovo disco: sempre alla vecchia maniera, con me che arrivo con qualche giro musicale e un testo, finito o abbozzato, e poi tutti insieme a lavorarci su. Ci fa buon gioco il fatto di avere tre musicisti molto dotati che ci accompagnano e che se la cavano molto bene con le tecnologie di registrazione, in particolare Rino e Francesco, che lo fa di mestiere. Per non dire del loro entusiasmo, una vera siringata di energia per noi.”

Il risultato è un disco dal titolo improbabile di Hirohito rimessosi, composto di una decina di brani, per tre quarti nuovi di zecca, e per la parte rimanente vecchi ma mai incisi nei dischi precedenti. Nei testi rimane qualche traccia della primordiale vena demenziale di LMT, e vi è abbondanza di quelle citazioni letterarie, televisive e cinematografiche che hanno sempre fatto parte del bagaglio culturale di Gualtirolo e soci, citazioni che non mancheranno di entusiasmare e commuovere chi già li conosce ma che potrebbero anche destare curiosità nei neofiti.

“Per quanto riguarda i testi – ci confessa Gualtirolo/Rhodiatoce – questa volta siamo anche andati avanti, li abbiamo combinati meglio, girano meglio. Uno di quelli di cui sono molto soddisfatto è Se son rose, la combinazione tra musica e testo funziona davvero bene. E lo stesso vale per il Funerale di Ciuffettino, un brano lungo che è un autentico siparietto alla Mistoterital vecchio stile.”

Da non dimenticare poi gli ospiti presenti nel disco, dalla cantautrice Cristina Donà al mitico Don Backy, passando per glorie locali come Marco Pierobon, Giorgia Postinghel, Gigi Grata, Paolino Mauceri.

Autore: Palo Crazy Carnevale