La strada dedicata a Thomas Alva Edison

Tra le vie della zona industriale vi è, oltre a quella intitolata al fisico e matematico Evangelista Torricelli, quella dedicata all’inventore Thomas Alva Edison. Quanti pensano a lui quando premendo un pulsante accendono o spengono la luce? Nato l’11 febbraio 1847 a Milan, nell’Ohio, di povera famiglia, ricevuta una sommaria istruzione dalla madre, a 12 anni Thomas iniziò a vendere giornali sui treni; si mise inoltre a comporre e stampare un settimanale. Lavorò poi come operatore telegrafico; nel 1869 si trasferì a New York, dove costruì un più efficiente ricevitore ed espositore delle quotazioni di borsa; inventò il tasto telegrafico a ripetizione, migliorò apparecchiature telefoniche. Trasferitosi nel 1876 a Menli Park, nel 1877 migliorò e potenziò una versione del telefono di Alexander Graham Bell (1847-1922);  costruì anche il prototipo sperimentale del fonografo, primo apparecchio capace di registrare e riprodurre suoni. Edison divenne, per la sua macchina parlante, il “mago di Menlo Park”.  Nel laboratorio di Edison  si cercò un nuovo tipo di materiale in grado di aumentare la durata delle lampadine elettriche; nel 1879 si rese commerciabile il prodotto, portando l’illuminazione nelle case e negli uffici. Il suo brevetto per la lampada elettrica a incandescenza fu registrato negli Stati Uniti il 27 gennaio 1880; la sua applicazione fu realizzata nell’esposizione  di Parigi del 1881. Ma un’altra grande scoperta di Edison fu il fenomeno termoionico. Edison si occupò anche del perfezionamento degli accumulatori elettrici, di cinematografia, di telefonia, di applicazioni della gomma ai tessuti impermeabili, di segnalazioni ferroviarie ecc. Di tutto prendeva nota, riempendo ben 3500 quaderni. Lavorando 20 ore al giorno ottenne 1300 brevetti. Si sposò due volte, ogni volta avendo tre figli. Morì nella sua casa di West Orange, nel New Jersey, il 18 ottobre 1931. Porta il suo nome un cratere lunare.

Autore: Leone Sticcotti