Via Nino Bixio, collegante via Fago con le pendici del Guncina, è dedicata ad uno dei protagonisti del Risorgimento italiano. Nato a Genova il 2 ottobre 1821, a 13 anni si imbarcò come mozzo sul brigantino “Oreste e Pilade”; fu lì che ebbe il nomignolo di “Nino”. Dopo tre anni in mare, non volendo surrogare al fratello Giuseppe, il quale per evitare il servizio militare era entrato nell’Ordine dei Gesuiti, Nino fu arrestato e incarcerato. Nel novembre 1837 si arruolò come “volontario” nella marina del Regno di Sardegna. Dal 1841 fu allievo pilota della nave “Gulnava”. Si imbarcò poi come capitano in seconda su un bastimento mercantile diretto in Brasile. Tornato a Genova, fu secondo nostromo sul bastimento guidato dal capitano quacchero Baxter e diretto in Malesia; fu un viaggio avventuroso. Giunto ad Anversa nell’ottobre 1846, raggiunse febbricitante il fratello Alessandro a Parigi, dove conobbe Giuseppe Mazzini; aderì alla “Giovane Italia”, fondata da Mazzini nel 1831. Pensiero e azione: Nino Bixio nel 1848 partecipò alla Prima Guerra d’indipendenza. Seguì poi Garibaldi, nel 1849, per difendere la Repubblica Romana, meritandosi una medaglia d’oro. Nel 1855 si sposò con Adelaide Parodi; ebbero quattro figli. Nel 1859 fu con Garibaldi nei Cacciatori delle Alpi; difese strenuamente il passo dello Stelvio. Fu poi tra gli organizzatori della Spedizione dei Mille; Garibaldi gli affidò funzioni di polizia militare. Fu poi lo stesso Bixio a organizzare i plebisciti circa l’annessione dell’Italia centro-meridionale al Regno di Sardegna. Nel 1861 fu eletto, e rieletto più volte, come deputato tra le file della destra storica. Nel 1866 partecipò alla battaglia di Custoza. Altra medaglia si meritò nel 1867, nel tentativo di liberare Roma. Divenuto senatore il 6 febbraio 1870, il 20 settembre partecipò alla presa di Roma. Ripresa la navigazione si ammalò di colera, morendo il 16 dicembre 1873 a Banda Aceh nell’isola di Sumatra. Le sue ceneri si trovano nel Cimitero monumentale di Staglieno.
Autore: Leone Sticcotti