Aurelio Nicolodi, al quale la città ha voluto dedicare la via che si inerpica all’estremità del rione Aslago, chi era e cosa fece?
Nato Trento il 1° aprile 1894, diplomatosi geometra passò agli studi di ingegneria; per un breve periodo lavorò presso le ferrovie di Buenos Aires.
Intervenuta l’Italia nel 1° conflitto mondiale, Aurelio Nicolodi, come cittadino italiano, partecipò come sottotenente di fanteria ai combattimenti di Fogliano e Polazzo.
Il 25 luglio 1915, combattendo sul monte Sei Busi fu ferito agli occhi, tanto da perdere la vista; ottenne la Medaglia d’argento.
Nel 1917 Nicolodi istituì a Firenze l’Associazione nazionale ciechi di guerra. Fu lui a fondare il “Corriere dei ciechi”, periodico a caratteri in rilievo col sistema Braille.
Sposatosi con Maria Priolo, attiva nel volontariato, ebbero quattro figli. Fu la moglie a leggere i testi sui quali Aurelio si preparava per laurearsi in Economia e Commercio all’Università di Roma.
Il 26 ottobre 1920 fondò l’Unione Italiana Ciechi (UIC), di cui fu il primo presidente; elevata tre anni dopo ad Ente morale, l’intento era di dare ai non vedenti un’istruzione, perché potessero essere indipendenti e in grado di lavorare.
Nel 1924 fondò la Stamperia nazionale Braille, nel 1928 costituì la Scuola nazionale cani-guida per ciechi. Tramite la UIC fondò l’Ente nazionale di lavoro per i ciechi, per rispondere alle esigenze lavorative dei non vedenti.
Triste momento Nicolodi lo passò nel 1943, quando, dopo l’8 settembre, fu accusato, ma poi assolto, di collaborazionismo col regime fascista.
Il 25 ottobre 1950. mentre si trovava nel proprio ufficio dell’Istituto nazionale dei ciechi Vittorio Emanuele II, a Firenze, da lui fondato (ora “Istituto professionale di Stato Aurelio Nicolodi”), Aurelio Nicolodi fu colto da malore. Morì due giorni dopo. Fu sepolto nel piccolo cimitero di Castiglioni sopra la Rufina, accanto alla chiesa di Santo Stefano.
Almeno quindici città, tra esse Bolzano, gli hanno intitolato vie o piazze.
Autore: Leone Sticcotti