Sono i colori vivaci dell’America Latina, il tocco iperrealista del maestro pugliese Renato Verrusio, unita inconsapevolmente a quella nostalgia dell’anima che si esprime fiera e potente, lasciando una grande impressione nel fruitore, che non può restate indifferente a questo invito alla vita.
Sono gli acrilici fluorescenti e fosforescenti, uniti alla tecnica della velatura e degli strati sovrapposti a fare della sua arte un unicum per profondità, tridimensionalità, colore.
Un’esperienza formativa lunga e metodica unita ad una grande quantità di esperienze artistiche variegate, fanno di Lobos un artista completo, convincente attento alla forza di un volto, all’energia di un animale selvatico, coniugando l’oggi e il qui con il lontano e il passato. Ritratti di sportivi e politici, tigri e rinoceronti.
Le origini cilene di Marco Lobos fluiscono carsiche giacché Lobos giunse in Italia a nove anni come esule politico e qui poté compiere gli studi primari e secondari. L’Accademia di Bologna fece il resto nella sua formazione: nel 1997 si laurea in Pittura di Concetto Pozzati. L’influenza dell’Arte Pop ha fatto il resto.
Le esperienze artistiche scaturite a partire dagli anni Ottanta sono molteplici e variegate per tecniche e sperimentazioni, impegno e crescita artistica nel segno della contemporaneità. Hanno fatto parte del suo ampio bagaglio: la pittura a murale, sviluppata attraverso una collaborazione con un gruppo di artisti italo cileno, allestimenti, installazioni in istituzioni museali, laboratori artistici.
Autrice: Rosanna Pruccoli