Via Damiano Chiesa: è una delle vie di Oltrisarco dedicate a martiri dell’irredentismo. Nato a Rovereto il 24 maggio 1894, conseguita la maturità nel 1913 presso la “Realschule”, iniziati gli studi al Politecnico di Torino, Damiano Chiesa passò poi alla facoltà di Ingegneria Navale di Genova. Nell’aprile 1914 fu eletto alla Dieta del Tirolo per i liberal-nazionali, collegio di Rovereto. Il 13 settembre 1914 ritornò a Torino, per evitare la chiamata alle armi della classe 1894. Intervenuta l’Italia nel primo conflitto mondiale, Damiano Chiesa si arruolò volontario nell’esercito italiano. Come irredentista gli fu assegnato il nome di guerra Mario Angelotti; da artigliere il 17 giugno 1915 raggiunse una batteria leggera sul Monte Testo nel gruppo del Monte Pasubio. Nel febbraio 1916 fu aggregato come sottotenente al 9° Reggimento Artiglieria operante sul Col Zugna, a sud di Rovereto. Fu catturato durante la Strafexpedition austriaca il 16 maggio a Costa Violina (Vallagarina). Riconosciuto da alcuni, in particolare da quelli di Rovereto, fu incarcerato il 18 maggio a Trento nel Castello del Buonconsiglio. Alle 8 del mattino del 19 maggio, nella villa Gerloni in via della Saluga, sede del Tribunale militare dell’XI Armata, ci fu contro il traditore Chiesa il procedimento detto “giudizio statario”, un rito abbreviato per i reati di carattere militare. La sentenza fu la pena di morte per capestro, ma il generale Viktor Dankl dispose per la fucilazione. Prima dell’esecuzione Damiano Chiesa poté ancora scrivere una lettera, l’ultima, commovente, alla famiglia (papà, mamma, Beppina, Jole, Emma). L’esecuzione ebbe luogo verso le ore 19 nella “fossa della Cervara” del castello del Buonconsiglio. Le sue spoglie sono conservate a Rovereto, nel sacrario militare di Castel Dante. La sua memoria è onorata anche con l’intitolazione di vie e piazze, come, in provincia, a Bolzano, Laives, Sinigo.
Autore: Leone Sticcotti