Parallela a Corso Libertà, via Cesare Battisti, collegante Piazza Vittoria a Corso Italia, è dedicata al personaggio raffigurato anche nel busto che si trova all’interno del Monumento alla Vittoria. Giuseppe Cesare Battisti, nato a Trento il 4 febbraio 1875, studiò a Trento, Graz, Firenze, Torino. Si occupò di studi geografici e naturalistici, mentre abbracciava gli ideali patriottici dell’irredentismo. Dal matrimonio nel 1899 con Ernesta Bittanti nacquero tre figli, Luigi (1901-1946), Livia (1907-1978) e Camillo (1910-1982). Nel 1900 fondò il giornale socialista “Il Popolo”, poi il settimanale illustrato “Vita Trentina”. Nel 1911 partecipò alle elezioni del Reichsrat, il Parlamento di Vienna, e fu eletto deputato. Nel 1914 entrò nella Dieta di Innsbruck. Scoppiata la guerra austro-serba, il deputato Battisti l’11 agosto 1914 lasciato il territorio austriaco si trasferì in quello italiano. Con comizi e pubblicazione di articoli si attivò per l’intervento italiano contro l’impero austroungarico. Il 24 maggio 1915 entrò in guerra anche l’Italia. Battisti si arruolò volontario tra gli Alpini del battaglione Edolo, meritandosi nell’agosto 1915, per il suo “sprezzo del pericolo”, una medaglia di bronzo, trasformata poi in quella d’argento. Aveva già meritato, il 21 agosto 1915, una Croce di guerra. Promosso tenente, fu trasferito ad un reparto sciatori al Passo del Tonale, poi al battaglione Vicenza del 6° Reggimento Alpini, operante nel 1915 sul Monte Baldo e sul Pasubio nel 1916. Negli scontri per conquistare il Monte Corno di Vallarsa molti alpini morirono, molti caddero prigionieri, tra essi il tenente Cesare Battisti e il sottotenente Fabio Filzi. Incarcerati a Trento, il 12 luglio 1916 furono condotti al Tribunale militare, nel castello del Buon Consiglio. La sentenza fu di morte, mediante capestro: fu eseguita verso le 16,30 nella Fossa della Cervara, sul retro del castello. Il supplizio di Battisti dovette essere ripetuto, con due corde diverse.
Autore: Leone Sticcotti