Dietro questo nome lungo e imponente, si cela una band bolzanina a cui Bolzano va stretta, una band che è sulla breccia da qualche anno ed è rimasta senza nome a lungo, fino a che, messi alle strette dalla necessità di avere un nome con cui presentarsi in pubblico, i ragazzi hanno provocatoriamente optato per le parole iniziali di un proclama del tristemente famoso Unabomber. È un nome lungo, ma per nulla difficile da memorizzare, ci dicono nel corso dell’incontro all’indomani dell’uscita del loro debutto discografico intitolato Polline, celebrato con un ascolto condiviso coi fan presso il negozio di dischi Rebel Rebel e con un concerto al Papperlapapp poche ore dopo.
“Tutto è iniziato – spiega il bassista Davide – quando ai tempi delle medie Ruben ed io abbiamo sentito la necessità di fare una band per socializzare. Poi un po’ alla volta siamo giunti alla formazione attuale, quando abbiamo sentito la necessità di fare roba nostra”.
Riccardo (voce e tastiere), Ruben e Thomas (chitarre e voci), sono gli autori dei brani che compongono il disco, e il quintetto si completa con Davide (basso) e Gabriele (batteria). All’inizio, nelle intenzioni dei cinque ragazzi il disco avrebbe dovuto essere un concept, un po’ sulla scia di quanto facevano i gruppi prog rock degli anni settanta, poi le cose sono andate in un’altra direzione per la difficoltà di costruire una storia attorno alle canzoni, ma l’idea di base è rimasta.
“Inizialmente – è Ruben a parlare – doveva esserci la storia, tipo The Lamb Lies Down On Broadway per intenderci (album dei Genesis, n.d.r.), una storia lineare. La cosa però non si è concretizzata perché ci è risultata difficile da portare a termine in quanto ci costringeva dentro a degli schemi. Così alla fine c’è un’atmosfera che domina il lavoro mentre la storia è presa, per così dire, in maniera laterale”.
Nel progetto originale ci doveva essere il personaggio di un cavaliere e c’erano ampi riferimenti alla natura, che hanno finito col dare origine al titolo del disco.
“Ci abbiamo messo molto a scegliere il titolo, è stato difficilissimo – è Thomas ora a parlare – volevamo prendere qualcosa di affine all’idea iniziale, Polline suonava giusto, perché è qualcosa che si muove nella natura, ha un inizio ma anche una fine, inoltre ti dà fastidio se hai l’allergia. (Risate degli altri, n.d.r.)”.
“Polline l’ha inventato Davide, credo – è di nuovo Ruben a parlare – ed è anche il titolo di una raccolta di aforismi di Novalis, aforismi frammentari la cui intenzione è proprio quella di dare uno spunto a chi legge per giungere ad una riflessione, che è poi ciò che vorremmo facessero le nostre canzoni”.
I testi scritti da Ruben, Thomas e Riccardo, da un lato nascondono neppure velatamente una certa ironia, e seppure nel missaggio la voce non emerga del tutto, ma pare trattarsi una scelta voluta, si tratta di testi non scontati.
“Fino a qualche mese fa – ci spiega Riccardo –, soprattutto nei concerti, c’era una parte, per così dire comica, affidata proprio ai contenuti, in particolare quelli scritti da me e Thomas. Avevamo l’esigenza di divertire il pubblico. Lavorando ad un disco però le cose sono cambiate e soprattutto Thomas e Ruben hanno cominciato a impegnarsi maggiormente nella scrittura.”
“I testi – specifica Ruben – girano intorno alle nostre esperienze, con l’intenzione di raccontare quelle adolescenziali, come è stato crescere e vivere a Bolzano, come fosse un romanzo di formazione. Crescere in questa città per noi è stata una cosa noiosa, diciamo che non è un paese per giovani. Forse siamo noi che tendiamo a lamentarci troppo, ma abbiamo anche le nostre ragioni”.
“Sono testi – conclude Riccardo – che raccontano anche la nostra emotività. Non solo riguardo al vivere a Bolzano, ma anche al rapporto con l’amore, sono canzoni che raccontano noi stessi”.
I ragazzi, comunque, sono molto contenti di come è andato il concerto di presentazione del loro disco che è stato accolto bene dal pubblico di loro coetanei e affini. L’augurio è che comunque s’impegnino, con la loro musica e con la loro voglia di fare, per rendere Bolzano più simile alla città che vorrebbero. Intanto, da un po’ più di un anno sono riusciti a portare la loro musica anche fuori città e dopo la presentazione bolzanina, il disco è atteso sui palchi di Milano e Bologna.
Autore: Paolo Crazy Carnevale