Singoli, intingoli, caffè, nomination…

Non ci sono dubbi, la notizia della settimana musicale, nel momento in cui ci accingiamo a scriverne, è senza dubbio la nomination del badiota Hubert Dorigatti alla quarantasettesima edizione dei Blues Music Awards che si terrà a Memphis il 7 maggio prossimo: del disco, Poor Boy, ci siamo già occupati su queste pagine e se a qualcuno può essere sembrato eccessivo l’entusiasmo con cui ne abbiamo trattato, la notizia della nomination dovrebbe fugare ogni dubbio sulle capacità e sul potenziale del nostro compaesano. Non c’è tema di cadere in errore, Dorigatti e gli Skanners sono in questo momento gli artisti altoatesini che riescono a far parlare di sé a livello mondiale. Dovremo attendere un paio di mese per conoscere l’esito della nomination, comunque per ora c’è di che andar fieri del fatto che il disco di Dorigatti sia stato considerato tra i migliori cinque di blues non made in USA. Un risultato che vale tanto quello ottenuto per ben due volte negli anni Novanta dalla Spritz Band di Andrea Maffei al Premio Recanati dedicato alla canzone d’autore.

Per quanto riguarda le uscite degli ultimi giorni, spicca senza dubbio il nuovo singolo dei Fratelli Stonati: di questo effervescente combo altoatesino ci siamo già occupati in occasione dell’uscita di altri singoli, la novità stavolta, è che il gruppo guidato da Aaron Timpone e Simon Mayrl, debutta cantando in italiano. Caffè bruciato, questo il titolo della canzone, è un efficace condensato di quello che può essere un lunedì partito male, dal caffè che si brucia alla squadra del cuore che non è andata bene, alla lei di turno che non si fa sentire. Per un gruppo nato all’ombra dello Sciliar, con influenze che vanno dai Blur ai Kastelruther Spatzen, il risultato è tutt’altro che scontato, una canzone di pop italiano che non scimmiotta nulla, cosa che la fa diventare particolarmente apprezzabile.

Sul versante dell’indie rock a metà febbraio è uscito anche un nuovo singolo dei Timbreroots, gruppo di cui ci siamo indirettamente occupati di recente: Take Me Back conferma quanto di buono già sapevamo su di loro. Se hanno avuto successo ad Upload e se i loro brani vengono premiati nel contest Sonx, indetto ogni anno da Liedersezene 2.0, un motivo ci dev’essere. I Timbreroots sono assolutamente credibili, le loro canzoni sono ben costruite e ben suonate, la cura del suono sembra essere alla base del loro lavoro, dimostrando che dopo anni in cui la cosiddetta produzione è spesso stata presa sottogamba nella scena altoatesine (pochi sono gli artisti della nostra regione che in passato hanno dimostrato attenzione a questo fattore), ora finalmente la qualità artistica viene appaiata ad uguale attenzione nei confronti del risultato sonoro.

Cheese Tax è uno dei recenti singoli dei Seltsamen Senfsamen, coraggioso e originale quintetto che punta molto su una sezione fiati fuori dall’ordinario, una combinazione di suoni che spesso rasenta la genialità del mai abbastanza rimpianto Frank Zappa. La nuova composizione è eseguita in tandem con Alex The Judge ed è incredibile notare, ascoltando il brano, come questa voce e i fiati si combinino insieme fino a rilasciare una sorta di armonia vocale in cui però le altre voci sono appunto gli ottoni.

Highways And Hangovers è invece il nuovo singolo dei Rumpled, in circolazione dal 20 febbraio: la band celtic punk interregionale sta vivendo un momento a dir poco magico, tra concerti, partecipazioni ad acclamati festival dedicati al genere, con particolari attenzioni da parte del pubblico francofono. Il brano conferma il buon momento del gruppo in cui milita il fisarmonicista bolzanino Tommaso Zamboni, per il nuovo disco però pare dovremo attendere l’anno prossimo, nel frattempo possiamo comunque goderci l’indiavolata giga punk che sta alla base del nuovo brano.

Chiudiamo la rubrica col singolo Better Together, accreditato a Ina Pröss, cantante che è un po’ come il prezzemolo nella scena musicale regionale. Il singolo è frutto della collaborazione con Evi Mair, Magdalena Casal e Lea Casal e forse bene sarebbe stato se l’artista ne avesse condiviso la maternità con le altre tre. Peccato, perché con le sue pose nel video (spesso viste anche dal vivo) tende a mettere in secondo piano chi divide palco o dischi con lei. Il brano sarebbe anche piacevole, la combinazione delle voci e il lavoro di Matteo Rossetto e Marco Gardini in fase di produzione e strumentale rendono un notevole servizio al singolo.

Autore: Paolo Crazy Carnevale