Palazzo Toggenburg, il suo parco e Annette von Menz

A volte le nostre città conservano tesori importantissimi e prima di recarci lontano è bene andare a scoprire le bellezze di casa. Bolzano contiene numerosi tesori fra le sue strade e una di queste è Palazzo Toggenburg con il suo ampio parco barocco, che fu posto sotto tutela monumentale fin dal 1951. 

Il Palazzo, di origine medioevale, subì vari rimaneggiamenti fino alle forme neorinascimentali attuali e i loro stucchi. Imponente è il parco storico barocco con fontana rocaille e statue settecentesche, che presenta una grande varietà di piante secolari. 

Il Palazzo ha valenza architettonica, artistica e storica. Quando nel 1796, durante la prima guerra di coalizione, il Tirolo fu minacciato da una invasione francese, qui si riunirono gli Stati Tirolesi e qui sottoscrissero il giuramento del Sacro Cuore. 

L’edificio, originariamente sede del tribunale dei signori di Wangen, passò successivamente ai signori di Völs e poi a quelli di Wolkenstein. Furono i Menz ad acquistarlo all’inizio del XIX secolo. Si trattava di una famiglia di ricchi commercianti molto noti in città. Seguendo i dettami più alla moda e con il consiglio dell’architetto Bittner, Annette von Menz fece ristrutturare l’intera casa in stile impero e costruire una grande sala elissoidale a due piani con galleria. Qui fu allestito il più importante salone musicale cittadino del XIX secolo. La sala divenne un punto d’incontro per compositori nazionali e stranieri, come ad esempio Johann Gänsbacher. Con la fitta attività concertistica la famiglia amplio notevolmente la biblioteca che iniziò a comprende una vasta collezione di spartiti d’opera e documenti relativi ai compensi corrisposti ai musicisti dell’orchestra e ai solisti che si erano esibiti nel loro palazzo. 

Annette von Menz era l’unica figlia di Anton Melchior von Menz e di sua moglie Maria Anna, nata von Gumer. Le famiglie Menz e Gumer erano tra le più ricche e rispettate di Bolzano. Nel 1811, all’età di quindici anni, Annette von Menz rimase orfana. Il patrimonio dei Menz-Gumer comprendeva, oltre a Palazzo Toggenburg, il castello di Sigmundskron, il castello di Haselburg, la residenza di Gerstburg, il castello di Rafenstein, una residenza estiva a Maria Himmelfahrt, il palazzo Menz e alcuni edifici commerciali in città, molte fattorie e quote in numerose società commerciali. Negli anni 1810–1814 Bolzano appartenne temporaneamente al Regno d’Italia napoleonico. Nel 1811 la notizia dell’imminente matrimonio della più ricca ereditiera della città con un ufficiale francese suscitò grande scalpore tra i cittadini bolzanini. Lo sposo era aiutante di campo del vicerè italiano Eugène de Beauharnais, figliastro dell’imperatore Napoleone. Il suo matrimonio con la quindicenne Annette von Menz era in linea con la politica napoleonica, secondo la quale i membri e i sostenitori della casa imperiale dovevano sposarsi con le famiglie più altolocate dei paesi occupati, in modo da trasformare gli occupanti in alleati e parenti. Tuttavia, il consiglio di famiglia, che oltre al tutore vero e proprio era responsabile della ragazza e del suo patrimonio milionario, riuscì a impedire il matrimonio. Il vicerè fece arrestare l’avvocato di famiglia, Franz von Plattner, e destituì altri tre membri del consiglio dai loro incarichi pubblici. Solo nel marzo 1812 gli imputati furono assolti. Quattro anni dopo Annette von Menz sposò Carlo, Cavaliere de Panzoldi de Monte-Olivo, originario di Rovereto che però morí solo tre mesi dopo le nozze.

Autrice: Rosanna Pruccoli