Una delle vie colleganti Corso Libertà con Piazza IV Novembre è dedicata al pilota Antonio Locatelli.
Nato a Bergamo il 19 aprile 1895, diplomatosi nel 1913 all’Istituto industriale di Bergamo, chiamato alle armi nel 1915, ottenne il brevetto di pilota al campo scuola della Malpensa. Da caporale fu man mano promosso fino al grado di tenente nel dicembre 1916. Volò con aerei sia da ricognizione che da bombardamento; furono ben 523 i voli, per i quali ottenne meritate medaglie. Tra i voli leggendari va ricordato quello, assieme a Gabriele D’Annunzio, su Vienna il 9 luglio 1918, con lancio di manifestini. Il 15 settembre 1918 fu ferito sopra Fiume dalla contraerea. Catturato, evase diverse volte dal campo di concentramento di Sigmundsherber; il 4 novembre raggiunse la colonna di connazionali. Nel 1919 fu inviato in Sudamerica con una missione aeronautica per promuovere l’industria italiana. Rientrato in Italia, congedato nel marzo 1920 dopo il servizio al campo di Centocelle (Roma), fu tra gli organizzatori delle squadre d’azione fasciste nel Bergamasco. Dal gennaio 1923 viaggiò in Egitto, India, Cina, Giappone, Stati Uniti, documentando con disegni e foto. Nel 1924 fu eletto nel Parlamento. Rischiò molto in un volo per la Groenlandia: con l’aereo in acqua da tre giorni fu tratto in salvo da una nave americana. Podestà di Bergamo dal novembre 1923, si dimise nel dicembre 1934. Partito nel gennaio 1936 per la guerra italo-etiopica, anche in Somalia guidò aerei da ricognizioni e da bombardamento. Partecipando ad una missione con tre velivoli, atterrò presso Lechemti il 26 giugno 1936; ci fu un attacco da parte di cadetti etiopici della scuola militare di Oletta; tra i componenti della missione uccisi ci fu anche Antonio Locatelli: morì il 27 giugno 1936. Ciò gli valse il conferimento in agosto di una seconda medaglia d’oro al valor militare; il 15 marzo 1937 gli fu conferita, caso eccezionale, una terza medaglia d’oro.
Autore: Leone Sticcotti