I fedeli della diocesi di Bolzano-Bressanone non sono da meno rispetto a quelli di altre diocesi in fatto di devozione mariana. Ne fanno fede, tra l’altro, le chiese dedicate a Maria Assunta, anche per le pregevoli opere d’arte in esse presenti. Tra esse spicca la chiesa parrocchiale di Bolzano, o Duomo di Bolzano, dedicata a Santa Maria Assunta; inizialmente era dedicata alla “Madonna della palude” (Maria im Moos), ciò per le frequenti inondazioni cui era sottoposta la zona. Va ricordata la cappella delle Grazie di Nostra Signora della Palude, eretta da Giuseppe Delai, l’ultimo della famiglia dei costruttori civici attivi a Bolzano a partire dalla metà del Settecento, e da Josef Gebhart; la cappella ha la volta decorata di affreschi di Carl Henrici (1771), con scene della vita di Maria. Dal 1964 la chiesa è concattedrale vescovile della diocesi di Bolzano-Bressanone. Sorge sull’area di una basilica paleocristiana del VI secolo, sulla quale fu costruita la chiesa altomedievale e quindi romanica, consacrata nel 1180. La struttura gotica fu completata nel 1519 con l’erezione del campanile tardo-gotico, alto 65 metri. Durante la Seconda guerra mondiale i bombardamenti alleati, come quello del 13 maggio 1944, causarono notevoli danni alla chiesa, che fu fedelmente restaurata (1946-1951). Il grandioso altare barocco in marmo, che nel Settecento sostituì l’altare gotico di Hans von Judenburg, fu finanziato in gran parte da alcune ricche famiglie bolzanine. Davanti a tale altare vi è il moderno altare liturgico in marmo bianco, ai cui lati si trovano i reliquiari d’argento del beato Arrigo di Bolzano (1250-1315) e del beato Johannes Nepomuk von Tschiderer: nato a Bolzano nel 1777, fu principe vescovo di Trento; deceduto nel 1860, fu beatificato nel 1995. Sul retro dell’altare maggiore vi è la lapide funeraria dell’arciduca d’Austria Ranieri Giuseppe (1783-1853) e della moglie Maria Elisabetta di Savoia-Carignano (1800-1856).
Leone Sticcotti