Torquato Taramelli: a lui è dedicata la via che collega via Druso a via Novacella. Nato a Bergamo il 15 ottobre 1845, si laureò nel 1865 in scienze naturali presso l’Università di Pavia. A indirizzarlo verso gli studi di geologia fu il grande geologo Antonio Stoppani, il quale, apprezzando le capacità dell’allievo, ne fece il proprio assistente. Taramelli, il quale fu tra i volontari garibaldini alla guerra di indipendenza del 1866, annesso il Friuli all’Italia ricoprì la cattedra di scienze naturali nell’Istituto tecnico di Udine, città dove rimase fino al 1874. Nel 1868 si sposò con Clotilde Boschetti, figlia di un ingegnere; ebbero sedici figli, tre dei quali morirono in tenera età. Nel 1874 vinse un concorso per docente ordinario di geologia e dopo un breve periodo a Genova fu chiamato a ricoprire tale cattedra a Pavia, dove rimase fino alla pensione, ottenuta nel 1920; si ritirò dall’insegnamento anche per aver perso quasi del tutto la vista. Come docente Torquato Taramelli formò intere generazioni di geologi; estese le proprie ricerche a tutto l’arco alpino e alla Pianura Padana, per poi occuparsi anche dell’Appennino. Fornì consulenze anche per le costruzioni ferroviarie, come il traforo del Sempione. Dell’Università di Pavia Taramelli fu anche rettore tra il 1888 e il 1891, oltre a ricoprire diverse cariche accademiche; fu presidente della Società geologica e membro di diverse società scientifiche nazionali e internazionali. A lui si devono le prime carte geologiche moderne (provincie di Treviso e Pavia, Friuli, Istria, Bellunese, Canton Ticino). Deceduto a Pavia il 31 marzo 1922, è considerato tra i massimi geologi italiani dell’Ottocento. Non mancarono i riconoscimenti pubblici; fu insignito di molte prestigiose onorificenze. In fatto di dedica di vie, oltre a Bolzano, vi è Pavia, città che gli ha intitolato anche il Liceo scientifico. Porta il suo nome il Rifugio Monzone, della Società degli alpinisti tridentini. Da lui prende nome il minerale denominato “taramellite”.
Autore: Leone Sticcotti