I volti caratterizzanti di Beatrice Mattei

Colori tenui appena sfumati a dare una nota di colore ad un bianco-nero carico di patos, frasi scritte in corsivo a completare le suggestioni, queste sono le opere su matrici fotografiche dell’artista Beatrice Mattei. 

Nata a Vipiteno nel 1959 è bolzanina di adozione. Pur senza aver frequentato l’Accademia di belle arti o una Scuola d’arte, Beatrice Mattei raggiunge il fruitore con intensità e lascia il segno. Ha iniziato ad esporre fin dagli anni Ottanta e nel corso degli anni ha sviluppato la propria arte modificandola e passando dall’ astrazione alla figurazione e poi alla figurazione corredata di testi che sono citazioni, ricordi, desideri, sogni.  

Ogni opera deve essere guardata prendendosi un po’ di tempo, perché le varie parti che vanno a comporre l’insieme risaltano ai nostri occhi anche singolarmente per poi riunirsi all’insieme dando profondità alla visione e al messaggio. Sfilano così immagini di donne dai tratti rassicuranti, dolci, trasognati romantici, oppure all’opposto sguardi ammaliatori, duri, di sfida, oppure disillusi. Altre ancora con gli occhi chiusi forse per non tradire i propri sentimenti, le proprie angosce, le proprie paure. 

I colori usati da Beatrice Mattei per creare sfumature sono molto particolari, si tratta di tonalità inusuali quali le tonalità del lavanda, della salvia, del rosa pallido, del grigio polvere. Tonalità queste che riescono a donare alle raffigurazioni alterità e mistero ma anche ad infondere una magica atmosfera.  

Autrice: Rosanna Pruccoli