Dopo essere uscita con alcuni alcuni interessanti singoli la giovane cantautrice bolzanina Tessa Kai è pronta per un debutto su una durata più lunga, un EP di cinque brani, dal titolo emblematico di Crescendo, che viene pubblicato proprio in questi giorni.
Il suo nome d’arte ha cominciato a girare e a far drizzare le orecchie a chi segue la scena locale più o meno un anno fa, quando Lisa Pivetta (questo il suo nome all’anagrafe) ha pubblicato il suo primo singolo, Panda, una canzone originale scritta quasi per gioco con un’amica, e talmente apprezzata nel giro del concorso Upload da venire presa in considerazione dal produttore e musicista milanese Federico Dragogna che ne ha curato la veste definitiva. Il brano era talmente buono e bello che in poco tempo col solo passaparola si è meritato un migliaio di visualizzazioni, senza alcuna pubblicità, senza alcun talent show alle spalle, solo grazie alla spontaneità della sua autrice. Ora, a tredici mesi di distanza, la cantautrice bolzanina è pronta per un debutto su una durata più lunga, un EP di cinque brani, dal titolo emblematico di Crescendo, che viene pubblicato proprio in questi giorni. Tutte canzoni originali prodotte con l’aiuto di Bajo e Thomas in seno al collettivo Supermarket, al cui campo largo Tessa Kai appartiene. La nuova pubblicazione, disponibile sulle classiche piattaforme e largamente anticipata dall’uscita di tre singoli, è finalmente l’occasione per incontrala e parlare della sua musica.
“Avevo sei o sette anni – ci racconta –, quando ho iniziato a suonare la chitarra, poi frequentando l’istituto musicale ho approfondito anche lo studio di altri strumenti, senza però mai dedicarmi allo studio del canto. Il fatto di diventare cantautrice è venuto per caso, in realtà avrei dovuto scrivere qualcosa per partecipare al festival studentesco nella categoria rap/trap, alla fine la cosa mi è piaciuta talmente che ho scoperto quanto mi venisse spontaneo lo scrivere”.
Da allora Lisa non ha mai smesso di scrivere e cantare le proprie canzoni e, naturalmente non si considera assolutamente una rapper, anzi!, anche se magari di questa musica a volte adotta la metrica: ma si tratta solo di una soluzione artistica che comunque privilegia il cantato vero e proprio. Il connubio coi ragazzi del Supermarket, suggerito a Lisa da una delle organizzatrici di Upload, si è rivelato vincente. Nonostante ci sia voluto un anno di tempo per portare a termine il progetto, complice anche l’esame di maturità incombente, alla fine quello che ne è uscito è un prodotto fresco, così come fresca è la vena compositiva di questa diciannovenne; fresco e vario grazie alla scelta non scontata di proporre arrangiamenti che hanno saputo rivestire degnamente le canzoni, senza mai eccedere ma lasciando soprattutto in primo piano le parole e la voce, che per una cantautrice sono più che fondamentali, tanto più in un caso come questo in cui la voce non è impostata o frutto di un particolare studio, ma punta invece su genuinità e originalità.
“Delle cinque canzoni incluse nel disco – ci spiega Tessa Kai (il nome d’arte deriva da quello che originariamente i genitori avevano pensato per lei e dal vocabolo hawaiano kai, mare) – due sono composte insieme all’amica con cui avevo partecipato al festival studentesco e con cui avevo scritto Panda, si tratta di Testa altrove e Generazione senza Cuore, le altre le ho composte da sola. Per quanto riguarda il lavoro con Bajo e Thomas, io ho proposto delle canzoni che erano già finite, poi, siccome non c’è un filo rosso tematico tra i brani, abbiamo cercato di crearlo a livello di produzione”.
I brani offrono più chiavi di lettura, che vanno dal vissuto personale al tema del viaggio, come suggerisce l’entusiasmante Quando sei qua (Berlino Est), fino alla contagiosa Generazione senza cuore in cui si mette a confronto coi propri coetanei, ma li mette anche a confronto con le generazioni precedenti.
“Il discorso è complesso – prosegue Tessa – perché in verità mi sento davvero diversa da molti miei coetanei, ho interessi differenti e quindi nella prima parte forse affiora più questa differenza, io che guardo il mare mentre loro smanettano sui telefoni; poi però c’è il fatto che le generazioni che sono venute ci vedono come una generazione senza cuore, nessuno escluso. Mentre io so che non è così, un cuore ce l’abbiamo e infatti nel refrain finale diventiamo appunto una generazione con un cuore!”
Autore: Paolo Crazy Carnevale