A riconoscimento della sua grande statura nel campo della fisica, il Comune di Bolzano gli ha dedicato una delle maggiori vie della zona industriale. Chi era Alessandro Volta?
Nato a Como il 18 febbraio 1745, morto prematuramente il padre, fu lo zio, un canonico, a interessarsi dell’educazione di Alessandro, il quale rivelò presto capacità e interessi nello studio. Nel 1757 iniziò gli studi umanistici, retorici e filosofici, presso il Collegio dei Gesuiti a Como; si distinse nelle varie discipline, ma dedicò tempo anche allo studio dei fenomeni naturali. Fu attento osservatore di tali fenomeni anche al Seminario Benzi. Finito il liceo si mise a studiare, da autodidatta, i fenomeni elettrici, sui quali nel 1769 compose il primo lavoro “De vi attractiva ignis elettrici ac phaenomenis indipendentibus”; in tale scritto tracciava un programma di ricerca teso a unificare le forze elettriche con quelle di attrazione di origine newtoniana. Il secondo lavoro, del 1771, fu “Novus simplicissimus electricorum tentaminum apparatus”, nel quale, tra l’altro, presentava una nuova macchina elettrostatica. Continuò le ricerche costruendo nel 1775 un nuovo apparecchio in grado di fornire elettricità senza bisogno di un continuo strofinio. Tale strumento, chiamato “elettroforo perpetuo” fu subito utilizzato nei laboratori europei. Dal 1778 ricoprì la cattedra di Fisica sperimentale all’Università di Pavia. Nacque così l’invenzione della pila, la “pila di Volta”, così chiamata perché formata da dischi sovrapposti di rame e zinco, alternati a pannolini imbevuti ciascuno di acqua con acido solforico. Nel 1801 Volta illustrò la pila all’Institut de France, alla presenza dell’imperatore Napoleone I Bonaparte. Nel 1819, ormai famoso e onorato con nomine a prestigiose cariche, Alessandro Volta si ritirò tra Como e la casa di campagna di Camnago, dove morì il 5 marzo 1827; in suo onore Camnago divenne Camnago Volta.
Autore: Leone Sticcotti