Nel cuore del centro storico sorge la Landesfürstliche Burg, il Castello Principesco. Il primo riferimento documentario risale all’8 gennaio 1328. La data è in calce ad un documento che accenna all’edificio con le parole “Merani in domo domini principis, quae vocatur casaba”. Non si trattava di una fortificazione ma piuttosto di un edificio di residenza annesso alle cantine contenenti le derrate alimentari del principe territoriale, soprattutto vino ma non solo.
Nella seconda metà del XV secolo Sigismondo il Danaroso, fece ampliare, fortificare, ristrutturare numerosi castelli del territorio e fra questi anche questo edificio, con lo scopo di agevolare i frequenti soggiorni del principe territoriale a Merano, visto che il maniero avito dei Conti del Tirolo era ormai in rovina.
Nel corso del XVI secolo vi dimorò Massimiliano I e vi trovò rifugio Ferdinando I che, nel 1564, per sfuggire ad una pestilenza vi si trasferì con la famiglia. Il castello riesce così a parlare di due donne molto interessanti: Bianca Maria Sforza e Philippine Welser. Di Bianca Maria nella “stanza da letto” è visibile un ritratto mentre di Philippine è visibile un baule.
Bianca Maria Sforza (Milano, 5 aprile 1472 – Innsbruck, 31 dicembre 1510) tra il 1494 e il 1510 fu la seconda moglie dell’Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico, Massimiliano I. Bianca Maria era la secondogenita del duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza e di Bona di Savoia.
Il suo futuro personale dipendeva dalla politica internazionale e dalle strategie matrimoniali che da essa dipendevano. Così fin dalla sua nascita fu più volte promessa a diversi dignitari. Nel 1494, a 22 anni, giunse alle nozze. Sposò il Massimiliano I, vedovo con due figli e molto più vecchio di lei e dietro una cospicua somma di denaro che la giovane portava in dote. Dal matrimonio e quindi da questa alleanza, Massimiliano I sperava di assicurarsi i territori dell’Italia settentrionale ed il finanziamento per le proprie spedizioni militari.
Le nozze anche se sfarzose e memorabili avvennero in contumacia. Massimiliano infatti non si presentò a Milano. La giovane sposa partì quindi con la sua corte alla volta del Tirolo, attraverso la Valtellina, Sondrio e Bormio e valicò lo Stelvio. Massimiliano non amò Bianca e non ebbe mai molto a che fare con lei, tanto che la giovane rimase sempre più isolata e sempre più risiedette nei castelli del Tirolo. Afflitta da una grave malattia si spense il 31 dicembre 1510 all’età di trentotto anni e fu sepolta nell’abbazia cistercense di Stams, nell’alta valle dell’Inn, ma Massimiliano non presenziò neppure ai funerali.
Fu invece una vera e propria storia d’amore quella che visse Philippine Welser (Augusta, 1527 – Innsbruck, 24 aprile 1580), la moglie morganatica di Ferdinando II d’Austria, Governatore del Tirolo. Suo padre, Franz Welser, ricco mercante di Augusta, proveniva dalla munifica famiglia patrizia dei Welser, ascritta alla nobiltà imperiale, banchieri che spesso effettuavano prestiti alla casa imperiale. Philippine era nota per la sua bellezza ma anche per il suo interesse per le scienze naturali e il commercio. Philippine e Ferdinando II si conobbero nel 1547 nella città della giovane, poiché quella era la sede della Dieta e lui vi era giunto accompagnandovi il proprio padre. L’imperatore acconsentì alle nozze morganatiche senza però possibilità alcuna di successione.
Nel 1567 Ferdinando II assunse il governo del Tirolo e la coppia si trasferì in uno dei palazzi più belli del tempo, il castello di Ambras presso Innsbruck. Nel 1572 venne offerto a Ferdinando il trono polacco ma egli rifiutò per non abbandonare la moglie. Quattro anni dopo il papa riconobbe il matrimonio. Philippine era stimata e benvoluta dal popolo tirolese per le sue donazioni e le opere di carità.
Ella inoltre, era esperta farmacista, raccoglieva e studiava piante officinali. Fu anche autrice di una Farmacopea e di un manoscritto contenente più di 200 ricette mediche, oggi conservato nella Biblioteca Nazionale di Vienna. Scrisse inoltre un libro di ricette di cucina contenente piatti tipici della cucina del tempo. Nel Castello Principesco di Merano dove riparò col marito per sfuggire alla peste, ebbe modo di mettere in pratica molte delle sue cure e rimedi naturali oltre a quelli più specificatamente per la bellezza, come i bagni nel latte per cui era famosa. Morì nel 1580.
Autrice: Rosanna Pruccoli