La strada in Zona dedicata a Meucci

Tra le vie della zona industriale dedicate a scienziati e inventori vi è via Antonio Meucci, dovuto omaggio alla persona alla quale dovrebbe esser grato chi ogni giorno utilizza il telefono. Antonio Santi Giuseppe  Meucci, nato a Firenze il 13 aprile 1808, ammesso nel 1821 all’Accademia di Belle Arti di Firenze, per sei anni studiò, oltre alle materie base, anche chimica, come pure meccanica, comprendente fisica e nell’ambito di essa acustica ed elettrologia. Fu lavorando al Teatro della Pergola che mise  a frutto la preparazione tecnica ricevuta in Accademia. Con Maria Matilde Ester Mochi, conosciuta in teatro e che sposò il 7 agosto 1834, fu assunto in un gruppo di persone scritturate da un impresario teatrale cubano: Antonio come ingegnere, macchinista e disegnatore tecnico, Ester come direttrice della sartoria del teatro. All’Avana, dove giunsero il 17 dicembre 1835, i coniugi Meucci passarono quindici anni. Antonio Meucci divenne famoso per la trasmissione della voce per via elettrica, che scoprì nel 1849, nel corso di esperimenti di elettroterapia, divenendo così il primo pioniere del telefono elettrico della storia, cui fu dato il nome di “telegrafo parlante” e in seguito “telettrofono”. Nell’aprile 1850 i coniugi Meucci si stabilirono a New York, dove Antonio aprì una fabbrica di candele steariche. Provò una trentina di telefoni di tipo diverso, riuscendo a realizzare un telefono perfetto tra il 1864 e il 1865. Fu il 28 dicembre 1871 che Meucci depositò presso l’Ufficio  Brevetti statunitense il “caveat nr. 3335” dal titolo “Sound Telegraph”, in cui descriveva la propria invenzione. Meucci inventò e brevettò molti altri strumenti basati su processi chimici e meccanici; fu titolare e depositario di ben 22 brevetti. Antonio Meucci morì il 18 ottobre 1889; le sue ceneri si trovano nel “Garibaldi-Meucci Museum” di New York, assieme alla tomba della moglie Ester, morta il 21 dicembre 1884.

Autore: Leone Sticcotti