Si dice spesso che le grandi passioni nascono per caso, da un’occasione colta al volo, se non più semplicemente da un consiglio ascoltato con curiosità. È così che Sara Sgarbossa – giovanissima cantante residente a Vadena e la cui voce è ancora in piena maturazione – ha scoperto il fascino della lirica.
Quella del concorso di Innsbruck è stata una sfida, affrontata quasi per gioco, che però le ha regalato un prestigioso secondo posto e, soprattutto, la consapevolezza di un talento da coltivare con dedizione. Ad oggi Sara sembra essere una promessa del canto lirico: un potenziale astro nascente che sta trovando la propria strada tra esibizioni emozionanti e sacrifici quotidiani, in un intreccio di studio, ambizione e sogni. Tra palcoscenici inattesi e l’ispirazione offerta da grandi nomi del passato, Sara Sgarbossa pian piano potrà imparare a brillare di luce propria, custodendo nel cuore un futuro che si spera potrà essere ricco di successi.
Sara Sgarbossa, ci potrebbe raccontare l’esperienza vissuta ad Innsbruck?
Prima di quel momento non sapevo nemmeno che esistesse quel concorso, è stata la mia maestra di canto a chiedermi di partecipare. All’inizio non ero interessata a quel campo della musica, ma ci ho provato comunque, e ho visto che mi piaceva… ed è anche andata bene! Nella giuria che mi ha valutata c’erano diverse persone importanti, docenti e professionisti del settore.
Come si è preparata, e cosa ha provato quando ha capito di essere arrivata seconda?
Frequento il liceo linguistico a indirizzo musicale “Walther von der Vogelweide” di Bolzano, quindi la preparazione si è svolta a scuola. Mi sono preparata nelle ore di scuola con la mia insegnante e scoprire il risultato del mio studio è stata una soddisfazione.
Più tardi sono arrivati altri inviti per andare a cantare: che emozioni le hanno scatenato e cosa hanno significato per lei?
Dopo il concorso ho sostenuto l’esame di ammissione al Conservatorio di Bolzano. Poi mi sono esibita nella chiesa di Salorno, e con la scuola ho partecipato al concerto di Natale nella chiesa di Gries. È stato qualcosa di molto bello, perché nonostante non abbia frequentato nemmeno un anno di Conservatorio sono stata scelta per poter cantare come solista con un’intera orchestra: una magnifica esperienza!
Come trova invece l’esperienza al Conservatorio?
Mi piace molto. Nel frattempo sto anche finendo le superiori, quest’anno ho la maturità, e quindi sono sempre di fretta e con mille impegni da portare a termine. Ma il Conservatorio mi viene incontro in modo da potermi concentrare sulla musica senza perdere di vista l’istruzione.
Ci sono già dei progetti, degli obiettivi o delle aspettative future?
Per il momento superare l’esame di maturità, poi continuare a studiare canto a Bolzano.
C’è stato un momento particolare in cui ha capito che voleva dedicarsi alla lirica?
Subito dopo il concorso: ho sempre cantato ma mai il repertorio classico. Ho iniziato quasi due anni fa e non avrei mai pensato di continuare su questa strada. Prima suonavo in una band, avevo in repertorio più moderno, ma quello che faccio adesso mi piace e vedo che piace molto anche agli altri.
C’è un artista o una figura del mondo lirico a cui si ispira?
Quando ascolto lirica cerco di ampliare il repertorio sentendo ed ispirandomi un po’ a tutti. Ma se devo imparare un pezzo nuovo mi ispiro a Jessy Norman, una grande voce lirica statunitense della seconda metà del ‘900.
Autore: Daniele Bebber