Il ponte e il viale dedicati a Druso

Ponte Druso e il lungo Viale Druso sono dedicati al condottiero romano, Nerone Claudio Decimo Druso, noto anche come Druso Maggiore. 

Nato a Roma il 14 gennaio del 38 a.C., per i privilegi concessi dal  padre adottivo Ottaviano Augusto, Druso ricoprì presto cariche pubbliche, come quella di questore nel 16 a.C. 

Fu ai due figliastri Druso e Tiberio che Augusto cercò di far realizzare la propria politica militare. Mentre Tiberio con l’esercito gallico da Lione risalì il corso del Reno fino al lago di Costanza, il ventiduenne Druso, iniziata la marcia verso Nord, rastrellata la Val d’Adige e la Val d’Isarco, espugnati i valichi alpini e scendendo dall’attuale passo di Resia nella valle dell’Inn avrebbe raggiunto il fratello al lago di Costanza. 

Breuni, Isarci, Anauni e Venosti furono i nemici che Druso ebbe da affrontare. Nell’estate del 16 a.C, entrato da Trento nella valle del Noce, lasciò presidi a Romeno, dove poteva controllare il passo della Mendola, e a Castelfondo, per il controllo del valico delle Palade. A sud di Bolzano gettò un ponte sull’Adige a Vadena. Nell’inverno tra il 16 e il 15 a.C, concentrate le truppe e preparata l’offensiva, in primavera mosse all’attacco, puntando subito sulla conca di Bolzano, dove installò un ponte permanente, che diede all’intera zona la storica denominazione di “Pons Drusi”. 

Ci sono diverse ipotesi sull’esatta posizione del ponte: sull’Adige ai piedi di Castelfirmiano, sull’Isarco a Rencio o in prossimità della chiesa parrocchiale. Fu comunque sulle rive dell’Isarco che ci fu una memorabile battaglia contro i Reti, tanto che, secondo uno storico, l’acqua del fiume divenne rossa; Druso avanzò nel fiume con la spada in pugno nelle primissime file; i legionari, trascinati dall’esempio del comandante, sgominarono Isarci e Breuni. Muovendosi da Pons Drusi per la media Val d’Adige, Druso giunse alla conca di Merano. 

Morì  a Castra Vetera nell’estate del 9 a.C. per una caduta da cavallo. Il feretro ebbe a Roma le dovute onoranze.

Autore: Leone Sticcotti