Nella nostra regione abbiamo avuto il metal granguignolesco degli Skanners, ma il metal locale ha avuto tra i suoi alfieri anche gli Still Blind dei fratelli Giovanett e, sempre in Bassa Atesina, i Feline Melinda, tutt’ora vivi e scalcianti col loro heavy rock dai toni più melodici e romantici. È notizia di questi giorni che l’interesse nei loro confronti è tale che una piccola etichetta veneta ha deciso di pubblicare un dieci pollici in vinile con i brani del primo demo inciso da Rob Irbiz e soci.
Cosa determina realmente il successo di un gruppo? Quali sono i fattori che ci permettono di stabilire se la sua musica abbia fatto breccia o meno, se abbia lasciato il segno?
Non sono certo i like su facebook o le visualizzazioni su youtube.
No, quello che ci dà un tangibile riscontro riguardo al fatto che un gruppo ha lasciato una traccia, seppur minima, è il tempo. Solo il tempo.
E il tempo, magari con le sue tempistiche – vi piace il gioco di parole? – la dice senz’altro lunga sul fatto che tra coloro che a distanza di anni sono rimasti nella memoria del pubblico, ci siano i gruppi di heavy metal, quello classico, quello che ha spopolato negli anni ottanta, prima di soccombere all’inserimento di porcherie elettroniche (pensiamo agli orrendi Europe), ai capelli cotonati e, soprattutto, all’arrivo del grunge, che sul finire del decennio fece letteralmente piazza pulita del metallo ruggente e pesante.
Piazza pulita per modo di dire: quelli che lo facevano per moda o per comodità sparirono, ma chi ci credeva, chi dell’heavy metal – che vi piaccia o meno – aveva fatto il suo credo, ha continuato a proseguire per la sua strada. Tanto che nell’ultima ventina d’anni si può dire che, seppur in tono minore rispetto agli anni ottanta, i vecchi protagonisti sono tornati alla ribalta, a suonare con largo seguito, a partecipare a festival e fare dischi.
“Si tratta di un’edizione speciale, a tiratura limitata e numerata – ci racconta con orgoglio Irbiz dei Feline Melinda –, a cura della AUA-Records, che ha dato il via alla collana di dischi Italian Metal Heroes, che per l’occasione ripropone i demotape dei gruppi del periodo 1980-90 su vinile. Praticamente una specie di memoria storica indirizzata a collezionisti e cultori di quel periodo in cui autentici gruppi di pionieri del metal/hard rock italico cominciarono a farsi conoscere e apprezzare. Pochi mezzi e tanta passione che hanno caratterizzato quegli anni in cui l’Italian Metal non veniva preso troppo sul serio oltre i nostri confini.”
Col tempo però quei confini sono crollati e i metallari italiani, Feline Melinda inclusi, si sono fatti apprezzare, dopo il primo demo recuperato sul dieci pollici della AUA-Records il gruppo si recò in Germania per registrare il disco d’esordio, a sua volta oggetto di una ristampa digitale alcuni anni fa su etichetta Mygraveyard.
“Il demotape – prosegue Irbiz – si chiamava Praeludium e lo abbiamo registrato a Ora in un piccolo studio nel 1987, con l’allora line up che comprendeva Helmuth Giovanett alla batteria, Andy De Santis al basso e me alla chitarra e voce. Lo studio era di Erich Dibiasi a Ora, Erich era stato uno degli Anonym, formazione in voga a fine anni settanta nella Bassa e aveva ricavato lo studio nella sua cantina: ci fece il favore di registrare il demo perché era un collega della mia morosa di allora! Quanto all’idea di documentare i primi passi delle band storiche da parte di AUA-Records mi è piaciuta tantissimo, perché solitamente chi ti propone un’operazione di questo tipo ti fa pagare, e non poco. Al Veneto Rock Festival, dove abbiamo suonato l’anno scorso, abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente Luca e lo staff di questa piccola azienda, e posso confermare che ci vorrebbe molta gente in più che fa le cose anche con il cuore e tanta, tanta passione. Non diventeranno mai ricchi con queste operazioni nostalgiche, ma il loro intento è promuovere e mantenere vivo il rock duro made in Italy di allora. Oggi si guarda in primis ai numeri dei like, alle vendite, ai follower. Peccato, perché lo spirito dovrebbe innanzitutto concentrarsi sull’amicizia, la condivisione di una passione, la stima”.
Autore: Paolo Crazy Carnevale