Sabato 8 ottobre a Magrè (presso il centro culturale e ricreativo Karl Anrather) è andato in scena uno spettacolo interattivo, multimediale e bilingue. Si tratta del primo appuntamento dell’iniziativa Open Mind Show, organizzata dall’associazione JoyEnJoy di Salorno in collaborazione con la scuola di danza Ritmomisto di Lavis.
L’evento ha unito danza, canto, cabaret, stand up comedy e ha dato spazio alla creatività più sfrenata e alla voglia di mettersi in gioco. Ad esibirsi in numeri originali creati per l’occasione sono stati artisti e creativi ma anche persone comuni, giovani ma anche meno giovani, altoatesini ma anche trentini. Open Mind Show, infatti, è un progetto che abbraccia tutta la regione Trentino Alto-Adige e fa parte dei dieci percorsi selezionati dal Bando Generazioni 2022.
Soddisfatti gli organizzatori: “L’obiettivo è stato raggiunto: durante la serata i partecipanti hanno potuto dare libero sfogo alla loro creatività, ma anche alla sana voglia di mettersi in luce, di essere protagonisti per una sera con un pubblico disposto a guardarli e ascoltarli. Hanno superato sé stessi, mettendosi a nudo e facendoci entrare un po’ nelle loro vite attraverso i numeri che hanno presentato”.
Proprio per valorizzare la spontaneità delle diverse esibizioni, gli organizzatori hanno voluto lasciare la massima libertà di stile e impostazione. “Questo ha reso il tutto più faticoso per noi, ma anche molto soddisfacente – commenta Sybille Bazzanella di JoyEnJoy –. Abbiamo scelto di non mettere paletti e barriere, per lasciare che tutto potesse accadere. Anche in questo caso, obiettivo raggiunto: i partecipanti sono riusciti a dare il meglio di sé creando gruppo, avvicinamento e relazione”.
Anche l’interazione con il pubblico è stata raggiunta, soprattutto grazie al FantaOpenMind, il fantagioco con cui i presenti potevano comporre la propria “squadra” scegliendo a inizio spettacolo le esibizioni o gli artisti su cui puntare, con la possibilità di vincere simpatici premi. “Anche questo era un modo per stringere un legame col pubblico – conferma Bazzanella –, per cucire relazioni su e giù dal palco. Che del resto è proprio lo scopo del Bando Generazioni: noi lo abbiamo messo in pratica a più livelli. Sul legame fra territori bisogna lavorare ancora molto, ma Open Mind Show è un passo in più verso questo obiettivo importante”.