L’aria di Merano fa bene. Lo aveva sancito la principessa Sissi, e da lì la fama dei benefici del vivere nella città in riva al Passirio è cresciuta, trasformandola in un sogno per la maggior parte delle corti europee. Ma quanta verità c’è in questa affermazione? Chissà. È però certo che è difficile affermare il contrario, se si analizza l’aspettativa di vita di chi vive in questa città.
Nel giro di un mesetto tre meranesi hanno festeggiato un compleanno particolare: ognuna delle tre signore ha spento oltre cento candeline.
Il primato va alla signora Maria Dalpiaz, che con i suoi 103 anni si afferma come la meranese più anziana. La signora Dalpiaz, che vive ancora nel suo appartamento e viene assistita dal figlio Giuseppe e da sua moglie Adriana, ha lavorato per tanti anni come cassiera al teatro Puccini.
E poi ci sono altre due signore poco più giovani ma che hanno comunque faticato parecchio per spegnere le candeline sulla torta. Dima Da Col ha festeggiato, in compagnia dei parenti più stretti, il suo 101° compleanno. La signora Da Col è nata nel 1921 a Villa Mel in provincia di Belluno, dove ha vissuto fino all’età di sette anni prima di stabilirsi con la sua famiglia in Val d’Isarco. Durante la Seconda Guerra Mondiale ha prestato servizio negli alberghi meranesi trasformati in ospedali militari. Terminato il conflitto, ha trovato impiego prima presso l’hotel Excelsior in riva al Passirio, poi a Cortina e quindi a Minervino Murge in Puglia. Infine ha fatto ritorno a Merano, dove è stata accolta nella residenza per persone anziane gestito dalla fondazione Pitsch a Maia Bassa.
Dello stesso anno è anche la signora Elsa Moser, nata nel 1921 a Pergine e residente da diversi decenni in riva al Passirio. Da due anni è ospite della residenza per persone anziane Martinsbrunn, dove l’altro giorno ha festeggiato, assieme alla figlia Luciana, i suoi 101 anni.
Alle feste di compleanno è intervenuto – con un omaggio floreale e un messaggio di auguri a nome dell’intera amministrazione comunale – anche l’assessore ai servizi sociali Stefan Frötscher.