Monitoraggio della biodiversità a Egna

Studiare uccelli, farfalle, pipistrelli, cavallette, piante e organismi del suolo e verificarne la presenza sul territorio provinciale: è questo lo scopo del Monitoraggio della biodiversità in Alto Adige, che dalla prossima primavera farà tappa ad Egna. Gli abitanti di Egna potrebbero quindi vedere aggirarsi, nel territorio comunale, personaggi equipaggiati con binocolo, corda e retino entomologico (il classico retino per farfalle, per capirci): sono i ricercatori e le ricercatrici di Eurac Research, che saranno sul campo nella cittadina della Bassa per studiare la flora e la fauna della zona. L’attenzione dei ricercatori si concentra su gruppi di animali e piante che reagiscono sensibilmente ai cambiamenti nel loro ambiente, come il cambiamento di uso del suolo ed il cambiamento climatico. Il team di ricerca sta rilevando la loro presenza negli habitat più importanti e caratteristici della nostra provincia: campi coltivati e colture permanenti, prati e pascoli, boschi, acque correnti, aree umide e habitat alpini, ma anche aree urbane. industriale.
Ma cosa faranno nei dettagli? La ricercatrice Julia Strobl ha raccontato “L’ornitologo Matteo Anderle non ha bisogno di strumenti troppo particolari per i suoi rilievi. Il suo strumento più importante sono le orecchie. Per 10 minuti ascolta gli uccelli in un raggio di 100 metri intorno al punto di rilevamento e li determina dal loro canto. Ogni tanto prende il suo binocolo per identificare le specie di uccelli lontani o silenziosi.” Chiara Paniccia è invece esperta di chirotteri, comunemente conosciuti come pipistrelli “La ricercatrice Paniccia attiva per la durata di tre notti consecutive un dispositivo di registrazione a ultrasuoni chiamato “batlogger”. Il batlogger utilizza un microfono per registrare i suoni nella gamma ultrasonica, come proprio i versi dei chirotteri. Il dispositivo riproduce poi i suoni registrati sul computer tramite onde e rende così i suoni riconoscibili anche all‘uomo. È così infatti che Paniccia può identificare le specie di pipistrelli.”continua il racconto Julia Strobl. Delle farfalle si occupa invece Elia Guariento. Con un retino entomologico, egli percorre lentamente un transetto (linea retta segnata) di 50 metri e cattura le farfalle nelle vicinanze, ne determina la specie e poi le rilascia immediatamente in natura. Anche Andreas Hilpold usa un retino entomologico per monitorare le cavallette. Il botanico, invece, rileva tutte le piante vascolari lungo un tratto di strada di 100 metri nelle zone di insediamento, dall’albero al più piccolo ciuffo d’erba. Per fare questo, ha bisogno di una corda metrica e di una lente d’ingrandimento per poter identificare al meglio le piccole piante.
Le indagini sugli uccelli iniziano in aprile, durante la stagione riproduttiva, quando gli uccelli sono attivi nella difesa dei loro territori, nel corteggiamento e nella costruzione del nido. Inoltre, questo permette all’ornitologo di escludere la maggior parte degli uccelli migratori, che si dirigono di nuovo a nord dopo i mesi invernali, e di rilevare solo gli uccelli che si riproducono in provincia. I suoi colleghi ricercatori verranno poi a Egna in estate.
Gli organizzatori fanno sapere che i ricercatori saranno felici di rispondere alle domande dei cittadini e di raccontare del loro lavoro.
Il progetto è realizzato da Eurac Research, in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali ed i dipartimenti provinciali di agricoltura, natura, paesaggio e sviluppo del territorio.

Autrice: Caterina Longo