Skanners: avere sempre un obiettivo all’orizzonte

Trentanove anni sulla breccia all’insegna dell’heavy metal più classico, trentacinque di presenza sul mercato discografico, sette dischi di studio, due dal vivo, un DVD concerto, un libro/DVD che racconta la loro storia, nonché un marchio di birra a loro dedicato: nessuna band altoatesina può vantare un curriculum del genere, soprattutto alla luce del fatto che loro, gli irriducibili Skanners, hanno calcato palchi in Europa e aperto per autentiche leggende come Deep Purple, Girlschool, Motörhead, Dio.

Ora, a meno di due mesi dallo scoccare del loro quarantennale, questi ragazzi – perché nell’animo continuano ad essere dei ragazzi entusiasti – si sono concessi anche un Greatest Hits che mette sul piatto quindici brani tratti dai dischi di studio ed una nuova composizione che fa sperare molto bene per il futuro della formazione.
Ma qual è il segreto di questa eterna giovinezza musicale?
“Un segreto vero e proprio forse non c’è – ci racconta Fabio Tenca, chitarrista e fondatore degli Skanners col cantante Claudio Pisoni – diciamo che probabilmente, nella musica forse ancor più che nella vita in generale, è importante non perdere di vista gli obiettivi. Avere sempre un progetto su cui lavorare, tenere l’orizzonte occupato da qualcosa da portare a termine, è sicuramente stimolante e ci aiuta a non mollare mai la presa. Il Greatest Hits, anche se è uscito un po’ prima del nostro compleanno come gruppo rientrava in quegli obiettivi: farlo uscire ora ci permette di poter lavorare molto alacremente sulla sua promozione nel corso dell’anno del quarantennale vero e proprio.”
E per gli Skanners, il 2022 si preannuncia denso di scadenze all’orizzonte: il gruppo è formato ormai da veterani visto che oltre ai due fondatori ne fanno parte il chitarrista Walther Unterhauser (con oltre vent’anni di militanza), il bassista Tomas Valentini (che abbassa di molto l’età media ma che ridendo e scherzando è uno Skanner da ormai dieci anni) e il batterista Christian Kranauer da un paio d’anni al posto di Davide Odorizzi, ma che aveva già fatto parte della band per i primi dieci anni del terzo millennio.
Nella fattispecie, il discorso si riprende da dove l’inizio della pandemia l’aveva interrotto, all’indomani della partecipazione degli Skanners ad un festival in Russia.
“C’erano in cantiere dei concerti in Gran Bretagna e in Messico – confessa Tenca – poi tutto si è fermato giocoforza, ma già in Russia abbiamo avuto la soddisfazione di vedere che la gente ci conosceva e veniva ai concerti coi nostri dischi. Ora abbiamo lanciato il video di Under The Grave il nuovo brano incluso nell’antologia (youtu.be/e3rUMtfmq68), il prossimo passo sono una serie di concerti già programmati per la prima metà del nuovo anno: Novara, Cremona, in Svizzera per una crociera rock sul lago di Costanza, in Germania a Lipsia e nel Saarland, a maggio saremo di nuovo a Mosca e a San Pietroburgo, ma in via di definizione ci sono anche un ritorno al Wacken (il più importante festival metal del pianeta, n.d.r), possibili date in Svezia, Cina, Giappone”.
Un programma mica da ridere, soprattutto visto e considerato che il Giappone per la musica rock è sempre stato una terra promessa, pensiamo all’intramontabile live giapponese dei Deep Purple innanzitutto, ma anche ai vari live registrati al Budokan di Tokyo (da Bob Dylan ai Cheap Trick): gli alfieri della via altoatesina del metal avevano già tentato un precedente sbarco in Giappone, ma col recente Greatest Hits una porta si è spalancata, visto che il nuovo disco (distribuito in Europa da Music For The Masses/ Egea Music) dal 20 ottobre è disponibile anche nel Sol levante su etichetta Warm Hole Death.
“Abbiamo sempre cercato di muoverci con professionalità – conclude il chitarrista – fin dall’inizio quando Walter Eschgfäller ci faceva da manager, occupandosi di promuoverci e mettendoci in contatto con promoter e label. Ora il mondo discografico è cambiato molto, lavorare per una major è difficile e non è detto che sia appagante. Molto si muove intorno alla musica digitale, anche se il nostro pubblico è molto legato ai formati solidi, ora ci vengono chiesti di nuovo anche i vinili, il che non esclude che tra i progetti all’orizzonte ci possano essere ristampe su questo supporto dei dischi usciti prima solo in compact disc. Con tutta questa carne al fuoco per i nostri quarant’anni, per un disco di materiale nuovo i nostri fan dovranno attendere un altro paio d’anni”.

Autore: Paolo Carnevale