È aperta fino al 13 novembre 2021 (ingresso libero) presso la galleria Arge Kunst di via Museo la mostra in ricordo dell’architetto Christoph Mayr Fingerle e delle sue opere. Vincitore del concorso del nuovo Polo bibliotecario di Bolzano, un grande plastico in scala 1:50 ci mostra come avverrà la trasformazione del plesso scolastico progettato da Guido Pellizzari nel 1934, secondo il progetto vincitore. Non vogliamo entrare nel merito delle scelte progettuali e nemmeno sulle lentezze giuridiche annesse all’esecuzione del nuovo progetto ideato dallo scomparso architetto. Vogliamo, invece, prendere in considerazione un’altro fattore. Lo stato attuale della struttura è sotto gli occhi di tutti. Il Comune di Bolzano ha recentemente stanziato 100 mila euro per mantenere integra la sua architettura dagli scempi dei “graffittari”, dai danneggiamenti eseguiti da terzi e per provvedere ad un’ordinaria manutenzione. Sono molto lontani nel ricordo gli echi dei bambini che un tempo giocavano nel cortile, oppure in attesa, con ogni stagione climatica, che suonasse la campanella per poter entrare in classe. Ad un’attenta osservazione, a parte i danni esterni e qualche infiltrazione d’acqua, gli infissi sono ancora in buono stato e le normative anticendio sembrerebbero ancora reggere all’usura del tempo.Gli adiacenti plessi scolastici vicini, come l’Itcat Delai, IIS Galilei ed altri istituti, sono in carenza di aule, ora che gli studenti sono tutti di nuovo in presenza. Perché non fare allora dell’ex Pascoli una scuola di “rotazione”, finché non venga sbloccato il suo utilizzo finale ?
Ciò è già successo in altre strutture scolastiche bolzanine. Da un lato si impedirebbe che un capolavoro dell’architettura razionalista andasse completamente in rovina, e dall’altro si darebbe respiro ad alcune strutture scolastiche che sono in sofferenza. Il blocco del Pascoli, in realtà è costituito da due distinte strutture, con accessi ed utilizzi differenti sin dall’ origine. Quello prospiciente l’attuale Corso della Libertà era destinato alla Scuola di avviamento al lavoro, voluta con la riforma del 1928 e del 1932, dove vi trovavano collocazione gli studenti che, terminate le elementari, continuavano la formazione verso il mondo del lavoro. Abolita con l’istituzione della scuola media, vi trovò quindi posto la scuola Magistrale. Il secondo blocco, quello delle Longon, è stato da sempre utilizzato per la scuola primaria. Nel progetto di Fingerle quest’ultimo verrebbe interamente demolito. Intanto la grande struttura giace silente in attesa…
Autore: Flavio Schimenti