Dalla Bassa alle vette

Alexia Tabarelli di Salorno e Dante Vidri di Bolzano sono stati premiati ad Ora dalla FISI Alto Adige. Le due giovani promesse dello sci alpino ci hanno raccontato come è stato allenarsi e vincere, nonostante tutto, dopo una stagione “bella tosta”.


Se è vero che il limite è uno stimolo, allora di stimoli ne hanno avuti davvero tanti i ragazzi e le ragazze impegnate nello sci agonistico lo scorso inverno. Perché per molti la sfida era riuscire ad allenarsi nonostante le restrizioni dovute al Covid e spesso già arrivare sulla pista era una piccola vittoria. Soprattutto per chi doveva raggiungere le vette partendo dalla “Bassa” e da Bolzano. Lo sanno bene Alexia Tabarelli di Salorno e Dante Vidri di Bolzano, che lo scorso quattro settembre sono stati premiati ad Ora dalla FISI Alto Adige, insieme ad altri quaranta ragazzi e ragazze provenienti da tutta la provincia. Tabarelli, nata a Salorno nel 2003, quest’anno è campionessa provinciale di slalom nella categoria under 18, con il miglior tempo nella categoria under 21. Ad Ora è stata premiata anche per il secondo posto nella categoria sci alpino under 18 per la Marlene Cup – preceduta da Nicole Ploner e seguita da Magdalena Pircher. A Dante Vidri, classe 2007 di Bolzano, campione provinciale under 14, è stato assegnato il primo posto per il Raffeisen Grand Prix nello sci alpino. Entrambi si sono allenati lo scorso inverno con il centro di formazione “Traininggzentrum Überetsch-Unterland”, che offre la possibilità ai ragazzi di diversi sci club del “sud” dell’Alto Adige di poter fare pratica insieme. E gli allenamenti hanno dato i loro frutti, considerata la difficile stagione trascorsa, come ha ricordato il Presidente della FISI Alto Adige Markus Ortler in occasione della premiazione ad Ora: “L’inverno passato non è stato facile. Ciò nonostante, siamo riusciti a organizzare molti allenamenti e anche molte competizioni. Anche se la stagione è iniziata in condizioni difficili, si è rivelata in realtà molto buona per gli sport invernali. Ora è importante guardare avanti.”
Al di là di coppe e medaglie, ci siamo fatti raccontare dai due giovani la loro esperienza, iniziando con Alexia, fresca di allenamenti estivi, grazie anche alla partecipazione nel comitato provinciale.

A sinistra Alexia Tabarelli, a destra Dante Vidri

Come è stato allenarsi in queste stagioni segnate dalla pandemia di Covid 19?
Per fortuna ho potuto continuare ad allenarmi, ma per i miei genitori è stato un grande sacrificio perché, a causa delle restrizioni, dovevamo raggiungere le piste autonomamente ed erano loro a dovermi accompagnare ad Obereggen o Nova Ponente, ogni volta un’ora di macchina.

Come è nata la passione per lo sci?
Da piccola. Avevo tre anni quando ho visto mio fratello sciare e ho costretto mia mamma ad affittare l’attrezzatura. Ricordo che il casco mi ballava in testa perché era troppo grande, ma non m’importava, non volevo smettere: l’importante era avere gli sci ai piedi! Poi a otto anni ho iniziato a praticare a livello agonistico, con lo Skiclub di Ora.

Cosa ti piace dello sci?
Mi diverto molto e mi piace sentire la soddisfazione di farcela, raggiungere il risultato. Certo devo fare delle rinunce, a volte devo dire di no a una serata con gli amici, ma gli sforzi sono ripagati. E, per fortuna, ho il pieno appoggio e comprensione anche da parte delle docenti e dei docenti della mia scuola, l’Istituto tecnico economico di Ora.

Vuoi farne una professione?
Si, mi piacerebbe molto.

Hai un “mito”?
L’americana Mikaela Shiffrin, stella mondiale dello sci alpino.

Il mito di Dante Vidri è invece Dave Ryding, fino allo scorso anno unico sciatore britannico in coppa del mondo. Ryding ha iniziato a sciare sull’erba sintetica, con mille difficoltà dato che il paese di provenienza – l’Inghilterra – non è proprio famoso per le cime innevate. Si tratta di un modello non casuale per il giovane campione bolzanino che, grazie alla doppia cittadinanza inglese / italiana e al talento è stato chiamato anche a far parte della nazionale britannica. E a proposito di posti poco adatti allo sci: quando lo abbiamo intervistato, Vidri era appena tornato da una settimana di allenamento in una pista al chiuso a Landgraaf, in Olanda.

A proposito di sciare in situazioni di difficoltà: come è stato allenarsi nell’ultimo inverno di pandemia?
è stata molto dura, perché a Bolzano le piste non sono proprio dietro l’angolo ed in alcuni momenti non potevamo proprio muoverci dalla città … mentre sui social vedevo le immagini dei miei compagni delle valli che uscivano per allenarsi anche senza impianti, sui prati innevati vicino casa. E comunque, anche quando poi potevamo spostarci, a causa delle restrizioni non potevamo utilizzare il pulmino del club, quindi per tre volte alla settimana i miei genitori dovevano fare la spola tra Bolzano e Obereggen in macchina. Ho lavorato molto, allenandomi anche “a secco”, come si dice in gergo, a casa.

Come è nata la passione per lo sci?
Scio da quando avevo due anni, da molto tempo, ma ho iniziato relativamente tardi con l’agonismo. Mi è sempre piaciuto provare la sensazione di libertà che si respira sulle piste, sentire la velocità senza limiti: mi divertivo ad aprire la giacca mentre scendevo. Era come volare.

Disciplina preferita?
Preferisco il super-G, lo trovo più emozionante. Suona strano, ma in realtà avere più controllo permette anche di essere più veloci, fluidi. Lo slalom invece è sempre una scommessa.

Vuoi farne una professione?
Mi piacerebbe, ma quello che verrà verrà. Intanto quest’anno frequenterò lo “Ski & Ice College” a Pozza di Fassa, una struttura che mi permetterà di praticare l’attività agonistica e continuare a studiare.

Un nuovo inizio quindi, lontano da casa, ma Vidri ha grinta e talento da vendere per superare questa e altre sfide. Alle giovani promesse dello sci non resta che augurare in bocca al lupo per la stagione in arrivo!

Autrice: Caterina Longo