Bolzano città dell’acqua: rogge e fontane in epoca antica

Ai più sarà capitata sottomano  un’immagine indelebile della Bolzano antica, raffigurante le donne ricurve, nell’attuale via Dr. Streiter, intente a lavare i panni sulla roggia presente sul lato sinistro della strada. 
Le rogge cittadine che attraversavano la città sin dall’epoca medievale avevano diverse funzioni. Dalla distribuzione delle acque bianche all’immissione di quelle nere, dall’attivazione di alcuni mulini ad acqua, al lavaggio delle pelli o dei tessuti.
In via Dr. Streiter, ma anche in vicolo delle Erbe e in altri luoghi, le donne di Bolzano lavavano i loro panni. Un lavoro duro e faticoso. Al bordo della roggia veniva appoggiato un lavatoio fatto in legno, di solito rigato, per facilitare l’azione di lavatura dei capi in lino, canapa, cotone (raramente) o in lana. Le mani delle donne, spesse volte sformate per l’artrite, sfregavano energicamente i capi per tutta la famiglia. Nelle immagini storiche non si avvertono però dolore o sofferenza. Il lavare insieme era infatti occasione per scambiare due chiacchiere, pettegolezzi, annunci di nascite o avvenimenti dolorosi, racconti di tradimenti, amori inconfessabili, emigrazioni, ma anche ritorni da guerre o prigionie. 
Nel 1906 venne inventata la prima lavatrice, assemblando un mastello di legno, e nel 1930 l’industria Miele produsse il primo prototipo a motore. Da quel momento cambiò tutto, o quasi, e per sempre.
Fino a 100 anni fa l’acqua non era presente nelle case. Ogni via, ogni strada, ogni vicolo, ogni corte o cavedio interno, aveva la sua fontana. Le famiglie attingevano a questo bene prezioso, andandolo reperire proprio in strada. 
Delle fontane rimaste ne troviamo diverse in tutto il centro storico, ma non solo. Differenti per stili ed epoche, la maggior parte delle fontane risalgono al ‘600 e ‘700. 
Ne ricordiamo alcune. Ad esempio quella posta al n. 15 di via Dr. Streiter, settecentesca e con forma a edicola, dotata di un’ anfora stilizzata sulla trabeazione terminale e un basamento svasato e rastremato. C’è poi quella di via Cassa di Risparmio, angolo via Talvera, che risale al Seicento, col suo motivo ornamentale con i pesci. In via Vintola sono invece presenti due fontanelle con la vasca a forma di conchiglia e l’augello della fuoriuscita dell’acqua con la testa di leone. 
In passato l’acqua per Bolzano non fu dunque non solo simbolo di devastazione con le alluvioni, ma anche e soprattutto fonte di vita.

Autore: Flavio Schimenti