Primo ottobre del 1905: su progetto dell’ingegnere Faehndrich, vengono inaugurate le passeggiate del Lungo Talvera di Bolzano, le “Wassermauerpromenade”. Il progetto, che risistemava tutta la sponda sinistra del Talvera, era un intervento complesso che, tramite opere murarie e vari livellamenti di quota, portava a congiungere ponte Talvera con ponte sant’Antonio. Dopo secoli di regime inquieto del torrente, si metteva mano a un grande intervento che ridonava alla città uno spazio pubblico che andava ad arricchire il sistema del verde urbano. Le passeggiate si snodano per la lunghezza di 1300 metri e la loro larghezza varia dai 10 ai 30 metri, costellata da viali alberati, aiuole e fontane. Di queste ultime, ne esistevano due. La prima fontana, all’imbocco delle passeggiate, è quella di San Francesco, opera dello scultore Ignaz Gabloner, in puro stile Jugendstjl. La seconda fontana è quella di Re Laurino, rimossa per le note vicende durante il regime fascista. Era collocata e quasi prospiciente a castel Mareccio. L’opera, realizzata da Andrae Kompatscher nel 1907, è costituita da un basamento in granito rosso, mentre le figure scultoree di Laurino e Teodorico sono in marmo bianco. Al basamento del manufatto è posta la scritta : “Per aumentare il bene dei cittadini – per onorare l’ospite straniero.” Il complesso monumentale era rivolto simbolicamente verso lo Sciliar e il Rosengarten. Smontata nel 1933, la statua venne donata al Museo della Guerra di Rovereto, dove rimase fino al 1994. Oggi è collocata in piazza Silvius Magnago, davanti al palazzo provinciale Widmann.
I cittadini di Bolzano, in quel lontano 1905, si riversarono entusiasti in quel nuovo spazio pubblico urbano. Le immagini ci testimoniano di come tutta la città accolse con grande gioia quel grande serbatoio di verde, profumi, colori. Bolzano poteva vantare, finalmente, passeggiate che la rendevano alla stregua di Merano, delle altre città dell’Impero e di quelle europee.
Per più di un chilometro il verde urbano, su un asse stradario privilegiato, era costellato da aiuole ricamate in maniera meticolosa, cariche di rose, piante esotiche, piante aromatiche e quant’altro. Tale vista privilegiata sulla città e sul circondario era ed è arricchita di panchine, spazi di sosta e bellissimi lampioni, alcuni originali e alcuni sostituiti nel corso dei decenni.
Autore: Flavio Schimenti