“Il Primo Follower – Manuale per rivoluzionari ambientali” è il titolo del libro scritto per beneficienza da Sergio Fedele. L’autore si è trasferito in Alto Adige nel 1993 ed è stato fra i primissimi laureati dell’Università di Bolzano. Tra il 2011 e il 2014 ha dato vita e sviluppato il progetto di mobilità elettrica a Bolzano. Da sempre appassionato di sostenibilità, oggi si occupa di formare chi come lui sogna di innescare una “rivoluzione ambientalista”.

Sergio Fedele
Sergio Fedele, il libro si intitola “Il Primo Follower”. Come mai? Che cosa significa?
“Il Primo Follower” è un concetto preso in prestito da Derek Sivers e non c’entra nulla coi social network. Può essere spiegato attraverso una celebre fiaba africana: un giorno in una foresta scoppia un incendio, tutti gli animali scappano e superano il fiume, ma si accorgono che il colibrì sta prendendo una goccia alla volta dal fiume per spegnere l’incendio. Il leone sottolinea il rischio e la scarsa utilità dell’azione, ma il colibrì risponde che sta facendo la sua parte.
A un certo punto anche l’elefantino decide di entrare nel fiume e per aiutarlo a raccogliere l’acqua con la proboscide, allora lo seguono tutti gli altri cuccioli e infine gli adulti.
Il significato della storia è che il leader (il colibrì) da solo non basta, l’elefantino svolge il ruolo più importante. Molto spesso succede che qualcuno prende l’iniziativa, ma nessuno lo segue. La chiave per far scattare il successo di un’iniziativa sono i primi follower, che si uniscono al movimento e lo fanno crescere portando competenze diverse e fungendo a loro volta da leader.
La tua passione per l’ecologia come è nata? Sei stato un colibrì o un elefantino?
Avevo sette anni e la mia maestra ci leggeva articoli e ci faceva scrivere temi sul cambiamento climatico e l’effetto serra. Erano tematiche nuove negli anni Ottanta, però ho capito che sarebbe stato un grandissimo problema per l’umanità, per me, per i miei cari e per gli animali. Sin da bambino quindi ho scoperto che la mia vocazione era dare il mio contributo, ma non sapevo come fare perché non erano i tempi di Greta Thunberg e non esistevano i social.
Quindi mi sono messo a studiare e ho concluso il mio percorso con una tesi di laurea sulle polveri sottili. Da lì poi è derivata la mia carriera professionale sempre legata ai temi della sostenibilità. Tuttavia, mi sono laureato in economia perché avevo capito che ciò che manca non sono tanto le tecnologie quanto la loro adozione: servono investitori e finanziamenti in ricerca. Perciò senza capire i meccanismi dell’economia difficilmente potevo sapere come contribuire alla rivoluzione ambientale pacifista.
Di cosa tratta il libro più nel dettaglio e a chi si rivolge?
Ho cercato di codificare una sorta di manuale per sopperire alla mancanza di formazione nel mondo dell’attivismo.
Ho preso elementi dal mondo aziendale e di crescita personale e ho cercato di creare un metodo per passare dall’azione individuale a quella collettiva, per far nascere e crescere un movimento al fine di cambiare leggi e strutture sociali. Nel libro spesso faccio riferimento a Bolzano e all’Alto Adige come esempio e leader della rivoluzione ambientale.
Inizialmente lo avevo pensato come manuale per gli addetti ai lavori, ma visto l’interesse ricevuto ho deciso di renderlo disponibile a tutti e adatto a chiunque sia interessato alla tematica.
Sempre per motivi di sostenibilità ho deciso di non appoggiarmi a distributori esterni, ma di aprire la mia iniziativa di crowdfunding e incentivare l’acquisto di copie digitali. Si possono acquistare due o più copie così ognuno ne può regalare una e trovare il suo primo follower.
Tutto il ricavato viene reinvestito nella stampa di copie cartacee da regalare a giovanissimi attivisti a cui, non avendo un reddito, non voglio chiedere di rinunciare a una pizza per acquistare un libro sull’ambiente.