Comunità Amiche: primo bilancio

In foto: Progetto sulla gratitudine

Si è da poco concluso il 2020 e con esso, nel mese di dicembre, anche i Sente-mente®Laboratori per famigliari delle persone che vivono con la demenza. Un progetto che ha visto la partecipazione di 15 famigliari determinati a imparare a far accadere cose belle nella propria vita e in quella dei propri cari e a crescere in un’idea diversa di malattia, che metta in risalto non quello che la persona inevitabilmente perde, ma quello che continua a vivere nonostante la diagnosi.
Un cammino iniziato a settembre e portato avanti in presenza fino al settimo incontro, quando le circostanze ci hanno condotti alla scelta di svolgere i 5 che mancavano online. I nostri partecipanti non hanno desistito, e si sono affacciati con successo a quello che per molti di loro è stato un primo passo nel mondo dei computer. Hanno saputo trasformare la difficoltà in opportunità.
Il viaggio in 12 passi ci ha condotti a esplorare questa malattia da nuove prospettive, ritrovando il valore delle piccole cose, che forse nella vita quotidiana ignoriamo perché diamo per scontate ma che, se apprezzate, possono restituire molta gioia. Abbiamo lavorato sulla consapevolezza del nostro “fare”, abbiamo riscoperto il potere della gratitudine e la forza del perdono. Un percorso che ci ha resi capaci di stare accanto alla persona di cui ci prendiamo cura, proprio come “compagni di viaggio”.
Riportiamo di seguito alcune impressioni dei partecipanti:
“Il laboratorio è stata un’esperienza formativa molto interessante. Entra in questa malattia in punta di piedi e permette di aprire nuove finestre grazie alle quali scopri che vicino a te c’è una persona nuova che ti chiede di essere accettata nella sua “nuova vita”.”
“Mi ha insegnato ad avere più rispetto nei tempi, nei modi, ad avere un approccio meno impulsivo e più dolce con il mio caro. Ho acquisito mezzi per affrontare il percorso che la mia famiglia e io stiamo intraprendendo.”
“Il corso che abbiamo fatto mi hai dato molti spunti, sono stata soddisfatta. Mi sono piaciuti diversi argomenti, per esempio il dire “grazie”. Vedo che mio marito è molto contento ed è soddisfatto quando gli dico grazie perché ha fatto qualcosa, si sente apprezzato. Poi ho sperimentato il valore del contatto, se gli prendo la mano e lo abbraccio vedo che si rilassa ed è più sereno e tranquillo. Ho imparato che è importante che noi, che assistiamo i nostri cari, siamo sereni e tranquilli anche quando abbiamo mille cose per la testa… Prima di rivolgerci a loro, abbiamo imparato a fare la respirazione che ci aiuta a essere più rilassati”.
“Il percorso del laboratorio è stato innanzitutto una bella esperienza a livello personale; inoltre, mi ha fatto capire che tante altre persone vivono i miei stessi problemi. Ho imparato che prima di tutto devo essere sereno e tranquillo io stesso, se voglio trasmettere serenità a qualcun altro. Inoltre, ho capito che sono io a dover entrare nel mondo della persona malata, dal momento che il contrario è impossibile, e cercare di apprezzare quel che c’è nella persona, quello che riesce a trasmettere. È stata una bella esperienza anche potersi confrontare con altre persone”.
“Grazie a questi incontri sento di aver migliorato l’approccio con mio padre e ho acquisito maggior consapevolezza delle possibilità di relazione che esistono nonostante la malattia. Ho potuto essere di aiuto anche a mia madre, alla quale ho spiegato come mettere in pratica gli esercizi e le nozioni imparate al corso.”
“I laboratori ci hanno dato delle armi semplici ma potenti (come la grande forza della gratitudine, l’importanza delle parole, il respiro consapevole, la posizione del nostro corpo), che ci aiutano a sentirci bene, e quindi a far sentire bene anche le persone che ci stanno accanto. Ci ha dato degli strumenti per poter andare avanti, anche da soli, e affrontare nuove situazioni con i nostri cari. Abbiamo fatto degli esercizi insieme. Non mi sento più sola. Proprio in questo periodo di CovidOVID, il corso è stato un grande aiuto per “non sentirsi abbandonati” nelle nostre lotte quotidiane con la malattia dei nostri cari. Ci siamo allenati insieme per stare bene con noi stessi, per renderci più forti, più resilienti, anche più benevoli nei nostri confronti (Roberta dice che siamo noi i giudici più severi di noi stessi). Ho capito meglio cosa succede ai nostri cari, come vivono in modo diverso il presente, l’importanza fondamentale dei sentimenti quando la mente “inizia a perdere colpi”. Un grosso grazie per tutto questo.”
Una pioggia di parole speciali ha innaffiato il nostro ultimo incontro: supporto, arricchimento, consapevolezza, serenità, sicurezza, fiducia, condivisione, energia, coraggio, accoglienza. Parole che, come semi, sono state piantate dentro di noi e, se ne avremo cura, sapranno far germogliare una nuova cultura intorno alla demenza.

Roberta Lenzi
Sente-mente felicitatrice