La segnalazione del lettore: salvate la vecchia fontana del Teatro!

Sono un appassionato di arte e architettura della nostra città per cui mi trovo spesso a soffermarmi in luoghi che ricordano la presenza di testimonianze storiche. La scorsa settimana mi trovavo in piazza Mazzini e mi sono soffermato a vedere la vecchia fontana che era ubicata nello spazio antistante al vecchio Teatro Civico di Bolzano. Bombardato diverse volte nel 1943 venne successivamente demolito e alcuni reperti furono fortunamente custoditi nei magazzini comunali.
Dieci anni fa una lodevole iniziativa del Comune di Bolzano collocò un frammento di colonna nei pressi di Viale Stazione, dove sorgeva il Teatro Civico, accompagnato da una targa che ricorda la presenza del magnifico teatro progettato dall’architetto Max Littman e inaugurato il 14 aprile del 1918 dal Borgomastro Julius Perathoner. Oggi un reperto del Teatro Civico, la fontana, versa in pessime condizioni in Piazza Mazzini adiaciente al corpo degli ascensori del garage sotterraneo lato via Manci, ove funge da cestino delle immondizie. Sarebbe bello vedere quel frammento di storia di Bolzano contestualizzato con una targa, simile a quella presente in Viale Stazione provvedendo a mantenere un minimo di decoro nel rispetto del passato.
Andrea Pizzurro

Come ci segnala un nostro assiduo lettore, l’architetto Andrea Pizzurro, i resti della fontana che adornava il fronte prospettico del vecchio Teatro Civico bolzanino, attualmente collocati sul versante destro di piazza Mazzini, angolo via Manci, versano in pessime condizioni di trascuratezza e sono ricettacolo di immondizia e quant’altro. Per inciso, il teatro progettato da Max Littman, conosciuto come Teatro Verdi, bombardato durante la Seconda guerra mondiale, in quel luogo non venne più costruito. E, se è vero che un elemento lapideo di detto teatro, è stato ricollocato in verticale, in prossimità di dove sorgeva la struttura pubblica bolzanina, nel parco della Stazione con una specifica ed esaustiva didascalia, tanti altri elementi rimangono immemori e privi di spiegazione alla cittadinanza. L’elemento lapideo di piazza Mazzini è stato posto in maniera coricata, non in verticale come era in origine, e ciò ha dato luogo al fatto di non coglierne le sue prerogative originarie e in qualche modo nel sminuirne la percezione visiva e non solo… Raffigura una figura antropomorfica, probabilmente una gorgone o una figura marina dalla quale bocca sgorgava l’acqua, incastonata in una grande conchiglia.
L’opera di restyling non gli dà pienamente giustizia e, come suggerisce l’architetto Pizzurro, forse porre accanto a essa una debita spiegazione aiuterebbe a valorizzarla, aiuterebbe a non essere abbandonata al proprio destino e non la renderebbe un pubblico ricettacolo.

In foto principale: (a sinistra) Accanto alle rovine del Teatro Civico, (a destra) Nell’attuale collocazione

Autore: Flavio Schimenti