Il busto dedicato a Giuseppe Mazzini

Oltre a intitolare una piazza a Giuseppe Mazzini, tra i protagonisti del Risorgimento italiano, il Comune ha dedicato in essa anche una stele. è del 1962 l’erma con busto bronzeo di Mazzini, con la dedica bilingue “Giuseppe Mazzini – precursore della libertà e dell’Unità d’Europa”. Dedica ben meritata se si pensa a quanto Mazzini fece nella sua movimentata vita, con arresti ed espulsioni, tra Italia, Francia, Svizzera, Inghilterra.
Nato a Genova il 22 giugno 1805, fin dal 1821 maturò l’idea di agire per la libertà della patria, la propria e quella altrui. Fondò la “Giovine Italia”, cui seguirono, pensando a liberazione e unificazione di altri Stati europei, la “Giovine Germania” e la “Giovine Polonia”; promosse anche la “Giovine Svizzera”. Pensando all’intera Europa, fondò la “Giovine Europa”, il cui principio era la costituzione degli Stati Uniti d’Europa. Giunse a fondare, nel 1866, anche l’Alleanza Repubblicana Universale. Fu a Pisa, subendo l’ennesimo esilio, che Mazzini visse gli ultimi mesi e morì, il 10 marzo 1872. Giuseppe Mazzini fu patriota ma anche scrittore; della sua vasta cultura è segno tra l’altro l’opera, del 1836, “Filosofia della musica”: all’armonia dei suoni non dovrebbe corrispondere l’armonia d’intenti di popoli e Stati? Ciò per stabilire, con l’educazione, senza violenza, un nuovo ordine sociale e politico, di cui Giuseppe Mazzini parla nell’opera “I doveri dell’uomo”. Alle esequie di Mazzini, sepolto nel cimitero monumentale di Staglieno (Genova), il pomeriggio del 14 marzo 1872 partecipò un’immensa folla (centomila persone secondo la polizia). Per quanto concerne il busto bronzeo, che il 17 marzo 2020 fu avvolto nel tricolore italico (Casa Pound), è visibile il danneggiamento che ha subito nel tempo; già nel giugno 2019 fu segnalato il danno all’orecchio sinistro e alla base del collo; si è aggiunto quello all’occhio sinistro. L’auspicio, di mazziniani e non, è che si addivenga quanto prima al restauro.

Autore: Leone Sticcotti