I parassiti #2

1. Cocciniglie: insetti fitofagi. Hanno dimensioni ridotte, da pochi millimetri fino al centimetro. Una delle loro caratteristiche è la diversità tra i due sessi e la presenza di numerose ghiandole che secernono seta, cera, lacca con le quali ricoprono il loro corpo col caratteristico scudo, che funge nelle femmine perfino da riparo per le uova. La funzione dei maschi si limita alla fecondazione. In coincidenza della maturazione sessuale le femmine emettono dei potenti feromoni per attirare i maschi. Esse sono sprovviste di occhi, ma presentano un apparato boccale ben sviluppato, che permette loro di restare attaccate alle piante e succhiarne la linfa per l’intero arco della loro vita. Prediligono climi caldi e asciutti, inverni miti, tutti elementi fin troppo evidenti a causa del riscaldamento globale. Il loro attacco determina maculature, decolorazioni, accartocciamenti, deformazioni e riduzioni nello sviluppo di foglie e rami. Massicce infestazioni sono il preludio della fumaggine, malattia fungina che colpisce i frutti. Come gli afidi le cocciniglie trasudano melata e la presenza della formiche è un indizio da non sottovalutare. Ne esistono numerose specie: fioccosa, cotonosa, farinosa, mezzo grano di pepe, a scudetto. Colpiscono prevalentemente agrumi, vite, fico d’india, piante ornamentali, alberi da frutto, olivo, olmo, il prunus, ribes, lampone, mirtillo.
Rimedi: 1) Rimozione manuale; 2) batuffolo di cotone imbevuto di alcool: strofinare fusti e foglie colpite, la sera; 3) olio bianco invernale e olio minerale bianco estivo, che agisce per soffocamento: diluire 5 ml di olio minerale in 500 ml di acqua, agitare bene e vaporizzare tramite spruzzino esclusivamente la sera, dopo il tramonto, lontano dagli insetti impollinatori – Carenza per l’uomo: minimo 20 giorni. Fondamentale: non utilizzare il prodotto su piante in fiore!

2. Cicaline o cicadelle: insetti fitomizi. Esiste oltre un centinaio di specie altamente dannose per le nostre colture. Si presentano come minuscole farfalline salterine, specie se agitiamo le piante aromatiche. Le dimensioni oscillano tra 1-2 mm fino a 1,5 cm. Hanno un corpo affusolato, slanciato, colori sgargianti e adottano il mimetismo, pertanto ce ne accorgiamo solo dai danni sulle pagine superiori delle foglie, che presentano puntini decolorati e depigmentati, con maculature gialle chiare-argentee. Forti attacchi provocano il disseccamento e l’accartocciamento completo. Come per la cimice asiatica esiste un predatore oofago naturale: l’Anagrus sp.
Rimedi: 1) Rimozione manuale, difficile; 2) cattura strategica: collocare vicino alle piante colpite una ciotolina di colore giallo, con acqua e un cucchiaino di aceto. Riempire a metà e ripetere l’operazione ogni due giorni; 3) frullare 4/5 spicchi di aglio in 500 ml di acqua, poi filtrare. Inserire il contenuto con l’aggiunta di 5 g di sapone di Marsiglia in uno spruzzino. Irrorare la sera e risciacquare la mattina presto solo con acqua; 4) piretro naturale: un cucchiaino da diluire in 500 ml di acqua con l’aggiunta di un cucchiaino di aceto, irrorare la sera tramite spruzzino – Carenza 3 giorni – Attenzione: il piretro non è sistemico, né citotropico, ma uccide anche insetti utili, come api e coccinelle.

Autore: Donatello Vallotta