Ci sono temi che sarebbe meglio non trattare in campagna elettorale perché l’orizzonte del voto ne falsa la percezione. Non si sa più se si vuole risolvere un problema, attirare l’attenzione di qualcuno o racimolare un pugno di voti. Uno di questi temi è quello dei mendicanti che periodicamente divengono oggetto di provvedimenti comunali.
Premettiamo che l’uso di sistemi invasivi e violenti per chiedere l’elemosina va perseguito e sanzionato. Per farlo basta applicare le norme già esistenti. Allo stesso modo è certamente da combattere qualsiasi forma di sfruttamento o di racket. Però: se ci sono indizi di questi fenomeni bisogna fare una denuncia alle autorità competenti le quali dovranno indagare, trovare e punire i colpevoli. Altrimenti parlare di racket e sfruttamento senza andare a fondo della questione diventa a sua volta un’azione illecita.
Non va nemmeno strumentalizzato il fatto che ci sono gruppi di mendicanti che vengono da altre città e si organizzano per raccogliere l’elemosina. Organizzarsi non è un reato. Che cosa vuol dire infine che il modo di chiedere l’elemosina è “molesto”, se non ci sono comprovabili atti di violenza? Anche la pubblicità che ci insegue ovunque e persino la campagna elettorale possono essere assai moleste.
Che fare dunque? La cosa di per sé è abbastanza semplice. Chiedere l’elemosina è un diritto riconosciuto. Il cittadino se vuole può dare qualcosa e se non vuole può non dare niente. Puntare il dito verso una categoria di persone in evidente stato di difficoltà (e associarla a gruppi di criminali) non è un comportamento politicamente giustificabile, men che meno in campagna elettorale.
Difendere i cittadini da chi infrange la legge è compito delle pubbliche autorità. Invece di occuparci di chi ci chiede qualche spicciolo all’angolo della strada, a volte forse con toni troppo insistenti, perché non ce la prendiamo con quelli che, zitti zitti, ci tolgono, senza chiedere, spazi vitali (altro che spiccioli) nei campi del sociale, della sanità, dell’istruzione, della ricerca, dell’ambiente?
Autore: Paolo Bill Valente