La sfida di tracciare i movimenti

Si sta discutendo molto di come riportare le nostre città alla normalità. Il contesto è particolarmente difficile, visto che di questo Covid-19 sappiamo ancora così poco. Come impiegare al meglio le tecnologie digitali per far fronte alla diffusione del virus? Il dibattito è molto acceso: mai come in questo caso gli aspetti tecnologici hanno forti implicazioni sociali. In questo breve articolo, cercheremo semplicemente di fotografare alcuni temi di dibattito, rimanendo su aspetti puramente tecnologici.
Come menzionato nel report “Exit through the App Store?”, prodotto dall’istituto di ricerca indipendente “Ada Lovelace” in Inghilterra, le tecnologie digitali che si possono dare ai singoli cittadini per fronteggiare il virus si dividono in: “comprendere l’entità del virus” mediante applicazioni per tracciare i sintomi, “prevenire nuove infezioni” mediante applicazioni di tracciatura degli spostamenti e dei contatti, “riportare alla normalità” mediante applicazioni per certificare chi è immune (se di immunità possiamo parlare).
In Italia, il dibattito più acceso ruota attorno al secondo tipo di tecnologia, e in particolare all’app “Immuni” scelta dal Governo per fronteggiare la fase 2 dell’emergenza.
Un primo problema in applicazioni di questo tipo è come identificare chi si sposta senza usare informazioni sensibili che ne rivelerebbero l’identità – tenendo presente che spesso, anche solo sapendo come uno sconosciuto si è spostato, si può indovinare chi è.
Un secondo problema, quindi, è come proteggere questi dati e impedirne il furto da parte di terze parti; ci si scontra qui sul fatto che avere tutti i dati in un server centralizzato è molto rischioso a livello di sicurezza, ma molto utile per poter condurre le analisi necessarie a capire chi è entrato in contatto con chi.
Un terzo problema è definire, incrociando aspetti legali e medicina, quali dati vanno tracciati e per quanto tempo. Sfide complesse, soprattutto considerando che c’è un fattore da non dimenticare: il tempo.

Autore: Marco Montali