Carlo Pellegrini è l’artista che più di altri fu legato al binomio arte e sport, fu infatti il primo a partecipare alle competizioni d’arte che facevano parte dei Giochi Olimpici Giochi Olimpici. Le competizioni erano divise in cinque categorie ossia architettura, letteratura, musica, pittura e scultura per lavori ispirati a tematiche sportive. Su invito del barone Pierre de Coubertin, Carlo Pellegrini partecipò alla prima di queste rassegne alla V edizione dei Giochi olimpici a Stoccolma nel 1912.
Egli realizzò un’opera ispirata al tema degli “sport invernali” per le Olimpiadi estive del 1912, vincendo la medaglia d’oro nella disciplina della pittura. Nella stessa competizione Eugène-Edouard Monod e Alphonse Laverrière, svizzeri, vinsero il primo premio per l’architettura con un Progetto di uno stadio moderno. Per la letteratura vinse Pierre de Coubertin, francese, con una Ode allo Sport. Walter Winans, statunitense guadagnò la medaglia d’oro con una scultura dal titolo Un trotter americano. Per la musica fu Riccardo Barthelemy, italiano con Marcia trionfale olimpica. Queste competizioni purtroppo abolite a seguito di un meeting del Comitato Olimpico Internazionale avvenuto nel 1949 che prese questa decisione. Dal 1952 le competizioni di natura artistica furono radunate e disputate in un festival artistico che non rientrava più fra le discipline ufficiali.
Nei dipinti di Pellegrini l’abbigliamento per lo sci era basato sulla praticità, che includeva caldi strati di lana. Le donne indossavano maglioni spessi e pesanti e gonne lunghe mentre gli uomini indossavano pantaloni pesanti con calzini alti fino al ginocchio. Dopo che le prime Olimpiadi invernali si sono svolte nel 1924, i designer europei produssero abbigliamento da sci più alla moda, comprese le tute a due pezzi.
Negli anni ‘30, l’influenza della moda europea lasciò il segno sulle piste. L’abbigliamento divenne più aderente per consentire una maggiore mobilità. Le tute da sci erano ancora fatte di lana pesante e foderate di flanella spessa, ma le silhouette divennero più snelle. Le giacche da sci, che assomigliavano ai blazer, divennero più corte e aderenti, e i pantaloni da sci sostituirono le gonne alla caviglia. A metà degli anni ‘30, il designer americano Eddie Bauer introdusse il primo piumino d’oca, caldo e leggero. Design più sottili e cappotti più caldi hanno permesso agli sciatori di muoversi più liberamente e rimanere più a lungo sulle piste.
Le opere di Carlo Pellegrini sono in mostra a Palais Mamming nella mostra dedicata alle neve e intitolata Colours of snow.
Carlo studiò all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e nel 1897 fu nominato membro onorario della terza Biennale di Brera per il suo dipinto intitolato Livigno. Nel 1900 si trasferì in Svizzera, vivendo tra Ginevra e Adelboden ma continuando a viaggiare in tutta Europa.
Carlo Pellegrini era nato ad Albese con Cassano, 25 ottobre 1866 dove morì il 5 settembre 1937.
Autrice: Rosanna Pruccoli