Tra le cime delle Odle

Molti anni al Papperlapapp; ha organizzato tanti concerti ed eventi, ha tenuto workshop di graffiti in tutta la provincia, è stato busker in mezza Europa, pasticciere a Tenerife e fondatore e gestore del Moskito per otto anni. Per 15 anni è stato consigliere comunale. Ha lavorato come cuoco in Groenlandia e ha vissuto avventure in Alaska, in Mozambico, a Buenos Aires e ai piedi del Cerro Torre in Patagonia. Da sei anni gestisce l’Ahoi Minigolf a Bolzano.

Il mio principale difetto.

A volte non riuscire a dire di NO.

Il mio momento più felice

Se tutto va bene, penso proprio che sarà… a fine marzo.

La mia occupazione preferita.

Godermi i vari festival musicali in giro per la provincia, ad esempio Rock im Ring.

Il luogo dove vorrei vivere.

D’estate nel sud della Svezia e d’inverno a Tenerife.

Il mio piatto preferito.

Tanti, ma l’importante è che non manchi il dessert.

Non sopporto…

L’intolleranza e il razzismo, la freddezza sociale, e il consumo cieco.

Per un giorno vorrei essere…

Un roadie a Woodstock nel 1969.

Nel mio frigorifero non mancano mai…

Gli ingredienti per farmi delle tartine improvvisate.

Se fossi un animale sarei…

Una taccola che vola tra le cime delle Odle.

Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta che…

Quando abbiamo inaugurato il nuovo skatepark “Platza”.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Quando la mia compagna e il navigatore non erano della mia stessa opinione 😉

Il mio attore preferito.

Sean Penn e Christoph Waltz.

Il superpotere che vorrei avere.

Sapere tutte le lingue del mondo.

ll mio sogno ricorrente.

Fondare un centro culturale multifunzionale a Bolzano con sala concerti, bar, skatepark indoor, sale prove, officine, atelier, ecc.

La disgrazia più grande.

In generale nessuna, a livello politico forse essermi piazzato per due volte di seguito primo non eletto alle elezioni provinciali 😉

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

La potenzialità (spesso sottovalutata) del bilinguismo.

Il mio motto.

“DAI DAI DAI” o anche “stay wild – stay free!”

La massima stravaganza della mia vita.

Tra le altre cose, aver unito in matrimonio più di 250 coppie.

Il mio primo ricordo.

Non me lo ricordo più.

Volontariato e gentilezza

Daniel Brusco, 44 anni, laivesotto, è fundraiser di Volontarius Odv; per 15 anni ha coordinato la rete di volontari dell’associazione. Ha due figli ed è attivo nello scoutismo, di cui condivide e promuove i valori nella vita di tutti i giorni. Ama partire in camper e porta calma e gentilezza nei contesti in cui lavora.

La cosa che mi piace di me.

Cerco di vedere sempre il lato positivo.

Il mio principale difetto.

Sono un procrastinatore.

Da bambino sognavo…

Di diventare un pilota di elicotteri.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Un lungo viaggio a piedi con tutto il necessario nello zaino.

Il luogo dove vorrei vivere.

In una casetta sperduta in montagna.

Il mio piatto preferito.

Parmigiana di melanzane, canederli al formaggio.

Non sopporto.

La saccenza, specialmente se è accompagnata da stupidità.

Nel mio frigo non mancano mai…

Le uova, base delle mie colazioni.

Se fossi un animale sarei…

Un orso. Non so se in letargo, ma sicuramente un orso.

Sono stato orgoglioso di me…

In genere lo sono quando mi riescono delle cose a cui non credevo nemmeno io.

Tre aggettivi per definirmi.

Curioso, paziente, dubbioso.

La prima cosa che faccio al mattino.

Rendermi conto di essere al mondo… ho il risveglio lento!

Il mio sogno ricorrente.

Mi trovo in equilibrio precario su un dirupo sopra Laives, in un posto che nella realtà non esiste.

Il mio ultimo acquisto.

Un libro.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

I boschi e le montagne che ci circondano.

Amo il mio lavoro perché…

Dà l’opportunità agli altri di fare qualcosa di bello.

L’errore che non rifarei…

Tirarla un po’ lunga con l’università.

La persona che ammiro di più.

Ammiro coloro che hanno semprela risposta giusta al momento giusto.

Il mio motto.

“Ma sì, in qualche modo faremo”. Ma è un motto che spesso mi mette in situazioni scomode…

L’oggetto a cui sono più legato.

Il mio fazzolettone scout.

Del mio aspetto non mi piace.

Ho fatto pace col mio aspetto, sto bene con me stesso.

Il mio primo ricordo.

Mia mamma mi dice che comincerò la scuola e io le rispondo che sono troppo piccolo.

Autore: Marco Valente

Me stessa senza obblighi

E’ nata a Cortina d’Ampezzo, ma vive in Alto Adige dall’età di 19 anni. Di mestiere fa la sindacalista: dall’1 aprile di quest’anno ricopre la carica di Segretaria Generale della FLAEI SGB-CISL di Bolzano e segue il settore elettrico. Ma la sua più grande passione è la musica: è qui che ritrova se stessa, è qui che trova la sua cura e la sua forza. Attualmente ha due progetti. Il primo è di cantautorato fondato da lei e Attilio Rovai, mentre il secondo è denominato Donn’è ed è costituito da una piccola orchestra formata quasi tutta da musiciste donne che porta in scena uno spettacolo incentrato sul mondo muliebre.

La cosa di me che mi piace di più.

La mia tenacia a non mollare mai.

Il miei principali difetti. 

La pigrizia e l’irascibilità.

Il mio momento più felice.

La nascita delle mie figlie.

Da bambina sognavo di diventare…

L’emulazione femminile dei Beatles (modesta).

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Studiare uno strumento musicale.

La mia occupazione preferita.

Cantare.

Il luogo dove vorrei vivere.

Un luogo dove il tempo scorre lentamente.

Il mio piatto preferito.

La pizza.

Non sopporto.

L’arroganza e la supponenza, accompagnate dall’ignoranza.

Per un giorno vorrei essere…

Me stessa senza obblighi.

Nel mio frigorifero non mancano mai…

Uova e birra.

Se fossi un animale sarei…

Un gatto.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…

Lo sono stata ogni volta che tutto sembrava perduto e sono riuscita a rialzarmi con grande forza.

Il mio film preferito.

C’è ancora domani.

Il mio attore preferito.

Johnny Depp, è davvero un trasformista.

Il mio sogno ricorrente.

Volare.

Le cose che apprezzo di più del luogo in cui vivo.

Poter ammirare da ogni lato di questa città la meravigliosa natura circostante e il cielo blu accecante.

L’errore che non rifarei.

Non laurearmi.

Il mio motto.

è una frase di Alessandro Baricco, tratta da” Castelli di rabbia”: “Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde”.

Il mio primo ricordo.

Avrò avuto forse due anni: ricordo il sole che attraverso la finestra, mi scaldava la faccia nel tinello di casa.

Essere alto e… Corto!

Qui Intervista a Giulio Righele, cinquantenne, è laureato in sociologia. È stato ginnasta, poi tuffatore quindi giudice di tuffi e vicepresidente della Società Ginnastica Atesina, responsabile dei giudici della Federnuoto altoatesina. Già presidente della circoscrizione Gries e consigliere comunale, oggi è “solo” un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, impegnato a educare due bimbi.

La cosa di me che mi piace di più.

Non mi prendo mai troppo sul serio.

Il mio principale difetto.

Ho tanti difetti: sono irascibile, pignolo, arrogante…

Il mio momento più felice.

Quando sono nati i miei figli.

Da bambino sognavo di diventare…

Corto Maltese, gentiluomo di fortuna.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Surfare in una pipeline.

La mia occupazione preferita.

Giocare.

Il luogo dove vorrei vivere.

Alle Hawaii. 

Il mio piatto preferito.

Qualsiasi tipo di pasta.

Non sopporto…

La mancanza di rispetto.

Per un giorno vorrei essere…

Alto.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Una birra da bere con gli amici.

Se fossi un animale sarei…

Una scimmia.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Qualche sera fa. 

Tre aggettivi per definirmi.

Gentile. Sintetico.

La prima cosa che faccio al mattino.

Porto il caffè a mia moglie.

Il mio film preferito.

The Blues Brothers.

I miei attori preferiti.

Gary Oldman, Christian Bale.

Il superpotere che vorrei avere.

La pazienza.

Il mio sogno ricorrente.

Volare, ça va sans dire.

La disgrazia più grande.

La guerra.

Il mio ultimo acquisto.

Un paio di jeans. 

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

Le passeggiate del Talvera e le montagne intorno alla città.

Amo il mio lavoro perché…

Lavoro per la collettività, non mi annoio, ho colleghe e colleghi in gamba in tutta Italia.

Il mio motto.

Happiness is a state of mind.

Il mio primo ricordo.

La maestra della scuola materna (si chiamava ancora così) che mi salva la vita impedendo di soffocarmi.

Avanti, nonostante tutto

E’ forse l’unico musicista di heavy metal al mondo che non beve, non fuma ed è un ciclista sfegatato. Claudio Pisoni lavora in un’impresa di pompe funebri, ma i più lo conoscono come frontman degli Skanners, una delle band più longeve e famose della scena musicale altoatesina. 

La cosa di me che mi piace di più.

La tenacia e la forza psicologica di andare sempre avanti nonostante tutto.

Da bambino sognavo di diventare…

Non ho mai sognato di diventare chissà che cosa… poi col tempo mi sono dovuto adattare.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Direi suonare in Giappone.

Il luogo dove vorrei vivere.

Lago di Garda, sponda veronese.

I miei piatti preferiti.

Pizza, lasagne, spaghetti… pesce.

Non sopporto…

I  falsi e i traditori.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Non posso più mangiare molto, però yogurt a go go.

Se fossi un animale sarei…

Un lupo.

Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta che… 

Lo sono tutte le volte che aiuto come volontario un rifugio di cani dove li curo e li coccolo quando sono stati abbandonati per strada o cessioni di proprietà. E lo sono di aver suonato nell’Olimpo del rock ‘n’ roll a Los Angeles al Whiskey Go Go questa estate a giugno.

L’ultima volta che ho perso la calma.

5 minuti fa, haha.

Tre aggettivi per definirmi.

Testardo, coraggioso, sensibile.

Il mio film preferito.

Frankenstein Junior.

Il mio attore preferito.

Nicolas Cage.

Il mio sogno ricorrente.

Avere giustizia dopo aver subito un torto.

La disgrazia più grande. 

La morte di mio padre per incidente stradale.

Amo il mio lavoro perché…

Perché aiuto le persone nel momento più duro della loro vita la perdita di un loro caro.

L’errore che non rifarei.

Dare la fiducia e la mia disponibilità a persone che si sono dimostrate nei miei confronti tutto il contrario di quello che pensavo.

La persona  che ammiro di più.

Ronnie James Dio, ex cantante di Rainbow e Black Sabbath.

L’ultima volta che ho pianto.

Quando mi hanno diagnosticato un tumore.

 L’energia della volontaria

Giulia Salvi è un uragano di energia e passione. Bolzanina, ha studiato scienze e tecnologie alimentari a Padova e ha lavorato in aziende del settore come esperta di controllo qualità. È figlia unica, ma viene da una famiglia molto numerosa. Si diletta con la irish dance, è molto attiva nel mondo del volontariato e ha un gatto di nome Silvestro.

La cosa di me che mi piace di più.

Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno.

Il mio principale difetto.

So essere abbastanza testarda.

Il mio momento più felice.

L’adrenalina del giorno della laurea magistrale.

Da bambina sognavo di diventare…

Insegnante di sostegno.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Vorrei fare tutto il cammino di Santiago.

La mia occupazione preferita.

Lo scoutismo.

Il luogo dove vorrei vivere.

In riva al mare.

Il mio piatto preferito.

Qualsiasi cosa che contenga ragù di mia mamma .

Non sopporto…

L’ingiustizia.

Per un giorno vorresti essere…

Una persona dalla memoria fotografica.

Se fossi un animale sarei…

Il mio cuore dice un gatto, la miapassione per l’acqua dice un pesce.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…

Ho passato la certificazione C1 di tedesco (alla faccia di tutti i 2 della mia professoressa delle superiori).

Dove mi vedo fra dieci anni.

Qui, felice, con una famiglia numerosa.

Tre aggettivi per definirmi.

Chiacchierona, energica, appassionata.

La prima cosa che faccio al mattino.

Do da mangiare al gatto.

Amo il mio lavoro perché…

Mi obbliga a conoscere bene più lingue e anche nei momenti più difficili e stressanti continua adessere un lavoro che sono felicedi fare.

Il mio motto.

In questo momento “cosa fatta capo ha”.

Del mio aspetto non mi piace…

Un grande cliché: vorrei i capelli ricci (e gli occhi azzurri).

La mia maggiore paura.

Restare sola.

Il mio colore preferito

Rosso.

Autore: Marco Valente


Pilota spaziale

All’età di 8 anni nel 1967 si è esibito per la prima volta cantando in pubblico. Da quel momento non ha più smesso di cantare, collaborando con sua sorella Lucia e facendo parte dei cori Lurino, Vocalists Le Pleiadi e Note di Classe. 

La cosa di me che mi piace di più.

La passione per il canto corale.

Il mio principale difetto.

A volte me la prendo troppo anche per delle boiate. 

Il mio momento più felice.

Ricevere degli applausi dopo aver cantato.

Da bambino sognavo di diventare.

Pilota spaziale.

Il luogo dove vorrei vivere.

Un altro pianeta, madre terra purtroppo è messa maluccio, colpa nostra.

Il mio piatto preferito.

Melanzane alla parmigiana. 

Non sopporto…

L’arroganza.

Nel mio frigorifero non manca mai…

La verdura.

Se fossi un animale sarei…

Una giraffa.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Per il comportamento scorrettissimo di un automobilista.

Il mio attore preferito.

Denzel Washington.

Il mio ultimo acquisto.

Un bel divano.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.

I miei carissimi Amici.

Amo il mio lavoro perché…

Sono in pensione, uno splendido lavoro.

La persona che ammiro di più.

Una donna che da sola ha tirato su il proprio figlio.

L’ultima volta che ho pianto.

Guardando un film… succede!

Il mio motto.

Chi dorme non piglia pesci ma… almeno dorme.

la massima stravaganza della mia vita.

La crema contorno occhi, eh sì, tendo una certa…

L’oggetto a cui sono più legato.

La mia moto.

Del mio aspetto non mi piacciono…

I chilozzi in eccesso, ma ci sto lavorando.

La mia maggiore paura.

Una meteora.

Il mio primo ricordo.

Il cancello che riuscivo a scalare a 3 anni per scappare in strada a giocare in Via Vercelli a Bolzano.

Che perduri la tranquillità

Coltiva la passione della fotografia da quando, quattordicenne, girava per la bella Firenze, dov’era ospite degli zii. Ama fotografare le cose che lo colpiscono e quindi dà spazio al paesaggio, alla natura, alla macro, alla foto d’azione ai concerti musicali. Lo fa dapprima col bianco/nero, e poi col colore, visto che la natura per fortuna ce li fa percepire. Ha avuto modo di conoscere molti musicisti e sportivi anche a livello internazionale, alcuni di loro diventati amici.

La cosa di me che mi piace di più.

La tenacia. 

Il mio principale difetto.

A volte divento caparbio. 

Il mio momento più felice.

Sono più di uno! La nascita delle mie tre figlie, del nipotino e l’attesa per l’arrivo di una nipotina.

Da bambino sognavo di diventare…

Astronauta. 

Il luogo dove vorrei vivere.

Sono già in un paradiso… 

Il mio piatto preferito.

Il pesce. 

Non sopporto…

La maleducazione. 

Per un giorno vorrei essere…

Un gabbiano, per vedere il mondo da un’altra prospettiva. 

Nel mio frigorifero non mancano mai….

Le olive. 

Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta che…

Sbagliando mi sono poi rimesso in gioco ripartendo da zero. 

La prima cosa che faccio al mattino.

Mi pettino, anzi più che altro li cerco… 

Il superpotere che vorrei avere.

Calmare la cattiveria nel mondo, prima che degeneri. 

Il mio sogno ricorrente.

Che perduri la tranquillità. 

Il mio ultimo acquisto.

Un impianto stereo.

Cosa apprezzo di più nel luogo in cui vivo..

L’integrazione culturale.

Amo il mio lavoro perché…

Sono libero di organizzarmi e sono sempre a contatto con le persone. 

La persona che ammiro di più.

Quella che non ha i miei difetti. 

Il mio motto.

Guardare sempre il bicchiere mezzo pieno.

La massima stravaganza della mia vita.

Scendere dall’auto per fotografare un leone in primo piano.

La mia maggiore paura.

Il ripetersi delle cose fino alla monotonia.

Il mio colore preferito.

Il bianco.

Il mio primo ricordo.

In piedi tra le gambe del papà sulla Vespa.

Con la salsedine addosso

Qui Intervista a Maria Lo Russo, classe ‘75, che vive a Bolzano e coordina il centro di cultura giovanile Vintola 18 dal 1999. Pedagogista, amante del mare, dell’arte e dello sport, alterna con equilibrio il bisogno di solitudine rigenerante al piacere di condividere tempo e passione con gli affetti più cari. Crede nell’educazione come forza vitale e trasformativa. Vive con intensità, decide con coraggio, agisce con cuore.

La cosa di me che mi piace di più.

Il mio entusiasmo per la vita. 

Il mio principale difetto.                         

L’orgoglio.

Il mio momento più felice.

La nascita dei miei nipoti.

Da bambina sognavo di diventare…

Una hostess.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Nuotare con i delfini.

La mia occupazione preferita.

Coordinare e creare.

Il luogo dove vorrei vivere.

In riva al mare, sempre.

Il mio piatto preferito.

La pasta fatta in casa.

Non sopporto…

Invidia e superficialità.

Per un giorno mi piacerebbe essere…

Sindaco.

Nel mio frigorifero non mancano mai…

Banane e yoghurt.

Se fossi un animale sarei…

Una cagnolina gioiosa.

Sono stata orgogliosa di me quella volta che…

Quando ho attraversato lo stretto di Messina a nuoto.

Dove mi vedo fra dieci anni.

In costume, con la salsedine addosso.

Tre aggettivi per definirmi.

Appassionata, ironica, testarda.

La prima cosa che faccio al mattino.

Accarezzare il cane prima di bere il caffè. 

Il mio film preferito.

Pulp fiction.

Il superpotere che vorrei avere.

Il dono dell’ubiquità, grazie.

La disgrazia più grande.

La morte prematura dei miei cugini.

Il mio ultimo acquisto.

Scarpe altissime… bellissime.

L’errore che non rifarei.

Fidarmi del silenzio di chi avrebbe dovuto parlare.

Il mio motto.

Non prendere nulla troppo sul serio. Nemmeno questo.

L’oggetto a cui sono più legata.

Un quadro di famiglia.

Del mio aspetto non mi piace…

L’alluce.

La mia maggiore paura.

Spegnermi.

Il mio primo ricordo.

Un’insegna luminosa sul tetto della mia casa.

Matematica e speranza

Qui Intervista a Tina Iuzzolino che insegna matematica all’Istituto “Cesare Battisti” di Bolzano, dove vive da molti anni. Unisce precisione e ironia, mente analitica e sorriso pronto, trasmettendo non solo competenze, ma anche curiosità e motivazione. Ama stare tra i giovani, offrendo loro non solo conoscenze, ma anche fiducia e speranza. Per lei insegnare è più di un lavoro: è una crescita reciproca e una continua scoperta del senso della conoscenza.

La cosa di me che mi piace di più.

La testa, perché ci vivo dentro.

Il mio principale difetto.

Quando qualcosa mi infastidisce profondamente… si vede. Anche se non dico nulla.

Il mio momento più felice.

Quando ogni sacrificio trova il suo senso.

Da bambina sognavo…

Di essere una di quelle persone che firma autografi.

La mia occupazione preferita.

Sistemare le mie idee e, se avanza tempo, anche quelle degli altri.

Il luogo dove vorrei vivere.

Lontano da lamentele, drammi e notifiche.

Non sopporto…

Chi distorce la verità e diffondefalsità.

Per un giorno vorrei essere…

Invisibile.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Un limone.

Se fossi un animale sarei…

Un delfino: socievole e in movimento.

Sono stata orgogliosa di me…

Quando ho detto “no” senza sensi di colpa.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Quando mi sono sentita presa in giro.

Tre aggettivi per definirmi.

Razionale, equilibrata, ironica.

I miei film preferiti.

Inception e Divergent. Il vero labirinto è la mente.

Il mio attore preferito.

Johnny Depp. È straordinario, affascinante, fuori dagli schemi.

Il superpotere che vorrei avere.

Leggere nel pensiero degli altri.

Il mio sogno ricorrente.

Esame scritto: al momento della consegna non trovo più i fogli.

Amo il mio lavoro perché…

Mi riempie. È come avere una finestra aperta su menti ogni giorno.

La persona che ammiro di più.

Quella che si sdraia, chiude gli occhi e dorme di fila tutta la notte.

L’oggetto a cui sono più legata.

Il mio orologio. Ho la necessità costante di sapere che ore sono.

Il mio motto.

“Le cose vanno fatte subito, prima che arrivi l’ansia”.

La massima stravaganza della mia vita.

Eh… questo non lo dico!

Autore: Marco Valente