Hanno ottenuto un riscontro di pubblico costante e continuo, da venerdì a domenica, le visite guidate organizzate presso i cimiteri cittadini nell’ambito delle tradizionali Giornate del Patrimonio.
Negli anni precedenti le Giornate hanno interessato il patrimonio edilizio civile e gli impianti sportivi meranesi degli anni Trenta, quindi le “FigureUmane” sulla Passeggiata Lungopassirio e la Wandelhalle. Il tema di quest’anno è stato scelto per la sua peculiarità: i cimiteri rappresentano un vero e proprio archivio civico a cielo aperto, un archivio delicato, frammentario, eppure significativo delle nostre identità. Le tombe sono una testimonianza di affetto e un ricordo, una memoria privata e familiare che si apre anche alla collettività: un messaggio che si rivolge a tutti, che diviene parte di un corpo collettivo, di una città.
I cimiteri sono al contempo parte dell'”urbs” e della “civitas”, un patrimonio che non ha confini di lingua, di religione, di credo politico. Tutta la cittadinanza deve sentirlo proprio e ne va dunque diffusa la consapevolezza: ecco il senso di manifestazioni come le Giornate del Patrimonio ed ecco perché sono stati illustrati – grazie a Veronika Rieder e a Georg Schedereit – il Cimitero Evangelico e qundi – a cura di Herbert Tschimben e Licio Mauro – anche i cimiteri di guerra germanico, austro-ungarico e italiano. Sabato 16, con Patrick Rina e Tiziano Rosani, è stata la volta del cimitero di Santa Maria del Conforto, di quello delle urne cinerarie presso la chiesa di San Vigilio e di quello parrocchiale di Maia Bassa. Domenica 17, infine, si è proceduto alle visite sia del cimitero cittadino, con Rosanna Pruccoli e Patrick Rina, che del Cimitero Ebraico, con Joachim Innerhofer e Mirko Wenter.