Il Tennis Club Bolzano ha un nuovo presidente: si tratta di Christoph Laichner che recentemente ha preso il posto dell’uscente Paolo Bonvicini, che ha lasciato la guida del circolo di via Martin Knoller dopo ben sedici anni di servizio.
Un club storico e prestigioso quello del quartiere Gries, che da oltre novant’anni accoglie a braccia aperte chiunque desideri avvicinarsi a questa disciplina, tanto elegante quanto spesso sottovalutata. Anche se il vento sembra esser cambiato da qualche tempo a questa parte, complici soprattutto le vittorie dei campioni di casa nostra in giro per il mondo, che hanno alzato il livello d’interesse generale. Una tendenza registrata anche a Bolzano, dove il problema principale però rimane la carenza di campi da gioco. A confermarlo è proprio il neopresidente Laichner, che ci ha raccontato il circolo che verrà nei prossimi due anni del suo mandato.
Presidente Laichner, come sta oggi il circolo?
Siamo in una buona fase di ripresa dopo l’avvento della pandemia. Il periodo di limitazioni ci ha danneggiato e ora stiamo ripartendo con tutte le attività, anche quelle sociali. I nostri atleti agonisti sono riusciti a raccogliere ottimi risultati nel corso del 2021, regalandoci grandi gioie. I più giovani stanno crescendo bene, grazie anche alla possibilità di potersi allenare nei campi di via Parma. Ad oggi contiamo quasi 250 soci totali, tra scuola tennis e circolo, ma puntiamo a crescere sempre di più.
E il movimento tennistico altoatesino, invece?
Negli anni la voglia di giocare a tennis è cresciuta, ma purtroppo mancano i campi. Anzi, manca proprio il suolo dove realizzarne di nuovi. Per questo vorremmo insistere sul ripristino dei campi demaniali di Via Resia e Viale Druso. Certo, ci deve essere anche la voglia di investire, e al momento tutti i discorsi con il Comune sono interrotti. In generale crediamo che per lo sport bolzanino venga fatto solamente lo stretto necessario, e questo è un peccato. Ma rimaniamo fiduciosi.
Come intendete migliorare il circolo?
Ci piacerebbe soprattutto attuare alcuni interventi di riqualificazione della struttura per renderla più moderna e al passo coi tempi. Ma quello su cui punteremo maggiormente sarà il nuovo ristorante del circolo che è ormai aperto a tutta la cittadinanza. Miriamo a diventare un piccolo aggregatore urbano nel quartiere e farci conoscere anche al di fuori dell’ambito sportivo.
Ma oggi il tennis riesce ad attrarre i giovani?
In parte sì. Molti ragazzi praticano questo sport salvo poi mollare intorno ai 15 anni per poi riprendere diversi anni dopo. Nasce così un buco temporale che deve essere assolutamente colmato garantendo loro opportunità di gioco motivanti. Al contrario, è cresciuto il numero di over 50 sempre più attivi sui campi del circolo e a livello agonistico.
Non si sente spaventato dall’esplosione del fenomeno padel?
La reputo una moda passeggera, un po’ come lo era lo squash trent’anni fa. Non nascondo che sarebbe un affare avere al club anche un campo da padel, ma anche in questo caso è difficile trovare spazi per costruirli. La reputo però più un’attività da tempo libero che non credo possa rubare giocatori e talenti al tennis.
E poi c’è il talento di Jannik Sinner…
Lui ha giocato anni fa anche qui da noi e già si vedeva che era fatto di un’altra pasta rispetto ai compagni. Sicuramente può essere una figura chiave per avvicinare nuovi giocatori a questo sport, specie qua in Alto Adige. Ora dovrà essere bravo a gestire la pressione per confermarsi torneo dopo torneo. Ma il futuro non può che essere nelle sue mani.
Autore: Alexander Ginestous