Nuova luce per i capolavori dei Domenicani

Da poco più di un mese la città di Bolzano dispone di una nuova illuminazione per le due opere più visitate nella chiesa dei Domenicani: la cappella di San Giovanni e la Pala del Guercino nella cappella dei Mercanti. Tutto questo è stato possibile grazie allo sforzo congiunto dell’Azienda di Soggiorno, del Rotary Club e del Distretto 2060, che hanno predisposto anche una nuova audioguida.

I PUNTI D’ATTRAZIONE
Nel 2012 la Pala del Guercino è stata oggetto di una apposita mostra. Ne abbiamo parlato con la storica dell’arte Stefania Lorandi, che a suo tempo è stata una delle curatrici dell’iniziativa.

Perché il Magistrato Mercantile scelse il Guercino come pittore per la pala dei Domenicani? 
Dai documenti d’archivio apprendiamo che era un pittore di tendenza, tra i migliori di quel periodo.

La commissione dell’opera ha una storia particolare…?
Sappiamo che un commerciante insinuava che il Magistrato non fosse realmente intenzionato a pagare l’opera e che, una volta ricevuti i disegni preparatori, avrebbe fatto eseguire la pala a qualcun altro. Per tranquillizzare il Guercino, gli vennero inviati 500 fiorini e alla fine l’opera arrivò a Bolzano. 

Come mai una mostra sul Guercino a Bolzano?
Nel 2012 la pinacoteca di Cento, il paese natale del Guercino, a seguito del terremoto in Emilia, propose di esporre le sue opere. La cooperativa Talia colse l’invito, si trattava di una opportunità importante per riscoprire l’operato di questo grande artista del ‘600. 

LA CAPPELLA DI SAN GIOVANNI
L’altra attrazione della Chiesa dei Domenicani è la Cappella di San Giovanni, che ci spinge a fare anche una breve riflessione sulle committenze d’arte.  
Per approfondire questo aspetto, abbiamo coinvolto la professoressa Mariella Maraner, profonda conoscitrice della storia dell’arte della nostra città.
Se la Pala del Guercino è stata commissionata dal ricco Magistrato Mercantile, la committenza degli affreschi giotteschi viene attribuita a una ricca famiglia di commercianti…
L’universo pittorico di chiesa e chiostro è costellato di testimonianze della committenza cittadina. La cappella di San Giovanni è sempre percepita come un crogiolo di pittura trecentesca di reminiscenza giottesca dell’Italia centro-settentrionale. L’aula, voltata a crociera, fu infatti fatta costruire da Giovanni de’ Rossi, ricco banchiere fiorentino trapiantato a Bolzano, appaltatore della banca di Enrico di Tirolo a Merano e capostipite della famiglia Botsch, che diede un notevole contributo all’abbellimento della città nel corso del Trecento.
Le novità portate a Bolzano dalle compagnie di pittori vaganti padovani, divulgatori dell’insegnamento giottesco negli affreschi della Cappella di San Giovanni, sono riproposte in due diverse versioni, anche nella chiesetta di San Giovanni in Villa. Si possono infatti visionare due cicli di affreschi in cui ricompare il nome di Boccione de’ Rossi (1360-65) come principale committente. È quindi ravvisabile una predilezione devozionale di tradizione familiare, poiché la chiesetta è intitolata agli stessi Santi cui era dedicata la più antica cappella di famiglia nella Chiesa dei Domenicani.
Viene da chiedersi, a questo punto, come la famiglia de Rossi Botsch potesse finanziare committenze di tale portata e lungimiranza.
Nella parte nord di via Cappuccini, si trovava la Casa del Dazio. Un grande erker mostra sulla facciata lo stemma dei Botsch, presenti a Bolzano dal 1278 al 1639. è quindi presumibile che essi controllassero tale ingresso alla città, con relativo dazio.

Autore: Till Antonio Mola