Percorrendo via della Roggia si può ammirare, prima di imboccare via dei Vanga, l’imponente facciata di una chiesa, facciata su cui si apre l’ampio rosone e ai cui lati troneggiano le due torri campanarie. Si tratta, lo sappiamo, dalla tabella trilingue, di una “Chiesa neoromanica a tre navate (1897-1899), costruita assieme all’annesso convento su progetto dell’architetto J. Bittner in occasione del centenario del voto dei Tirolesi al Sacro Cuore per l’adorazione del SS. Sacramento”.
Circa il convento, è quello dei Sacramentini (o Eucarestini), la Congregazione del Santissimo Sacramento istituita a Parigi nel 1856 dal sacerdote marista Pierre-Julien Eymard (1811-1868). Di tale Congregazione nel 1897 giunsero da Roma a Bolzano alcuni membri di lingua tedesca, sacerdoti e fratelli laici; va ricordato l’appello, su impulso dato nel 1894 dal parroco Johann Künzle, per l’istituzione di una filiale dei Sacramentini nell’area di lingua tedesca. Il possidente Franz von Zallinger, messa a disposizione un’area edificabile in via della Roggia, il 28 giugno 1896 ottenne dall’imperatore Francesco Giuseppe l’autorizzazione all’istituzione. Dell’elaborazione dei progetti e dell’esecuzione dei lavori fu incaricato Johann Bittner, membro del consiglio edilizio di Bolzano. Dalla posa della prima pietra del 25 giugno 1897 – festa del Sacro Cuore -, nel giro di due anni la chiesa, che già dall’aspetto voleva ispirare serietà, dignità e maestà, fu terminata nel giugno 1899. Così il 9 giugno 1899, festa del Sacro Cuore, l’arcivescovo di Trento, Eugenio Carlo Valussi, poté solennemente consacrare la chiesa del SS. Cuore di Gesù. Delegato dell’imperatore fu l’arciduca Francesco Ferdinando (1863-1914, assassinato il 28 giugno a Sarajevo). Schützen e bande musicali fecero da pittoresca cornice alla memorabile festa. Dopo la prima esposizione del Santissimo ebbe luogo il rinnovo del patto al Sacro Cuore; da allora il Santissimo rimane esposto giorno e notte.
Autore: Leone Sticcotti