In zona industriale, partendo da via Loris Musy vi è la via per raggiungere e costeggiare l’Aeroporto Francesco Baracca, dedicato ad un noto aviatore italiano; è, giustamente, via Aeroporto Francesco Baracca. Nato a Lugo di Romagna il 9 maggio 1888, dopo la Scuola militare di Modena, da cui uscì nel settembre 1909, passò nelle file dell’aviazione militare. Il 9 luglio 1912 conseguì il brevetto di pilota alla scuola di pilotaggio dell’aviazione militare francese a Reims. Si abituò a pilotare diversi tipi di apparecchi; il 24 maggio 1915, con l’entrata in guerra dell’Italia, presso l’aeroporto parigino di Bourget si preparò sugli arei di tipo “Nieuport”, dotati di una velocità eccezionale per l’epoca. Rientrato in Italia nel luglio 1915, fu subito mandato al fronte; il 7 aprile 1916 ottenne la prima vittoria in un duello aereo: costrinse ad atterrare, ancora quasi intatto, all’interno delle linee italiane un velivolo austriaco tipo “Aviatik”, meritandosi la prima medaglia d’argento al valor militare. Nel 1917, all’ottavo aereo nemico abbattuto, gli fu conferita la croce dell’Ordine Militare di Savoia. Nella primavera del 1917 passò alla 91ma squadriglia, una unità di nuova costituzione, chiamata “la squadriglia degli assi”; divenne presto la squadriglia più famosa del fronte. Durante la battaglia di Caporetto e la ritirata, con azioni rischiosissime di mitragliamento a bassa quota, Francesco Baracca ostacolò il nemico, meritandosi altre due medaglie d’argento. Il 7 dicembre 1917 sull’altopiano di Asiago abbatteva il suo trentesimo aereo nemico; fu re Alberto in persona il 6 febbraio 1918 a conferirgli la croce dell’ufficiale della Corona belga; gli fu conferita anche la medaglia d’oro al valor militare. Il 15 giugno 1918 abbatté il suo trentaquattresimo aereo nemico. Il 19 giugno il suo apparecchio fu colpito sulle pendici del Montello da due pallottole incendiarie di fucile: fu perforato il serbatoio ma fu colpito anche l’asso dell’aviazione militare italiana.
Autore: Leone Sticcotti