Albert Ellmenreich era nato a Merano il 31 marzo 1870 e vi morì il 10 febbraio 1937. Merano era la città che aveva amato tutta la vita. Era il figlio primogenito dell’imprenditore Friedrich Wilhelm Ellmenreich (1838–1923), originario di Schwerin e residente a Merano, e della moglie Paula Pallang (1844–1911), proveniente da Bregenz. Era il fratello maggiore di Oskar Ellmenreich (1907–1991).
Fotografo e giornalista Albert Ellmenreich passa alla storia per il suo impegno nel tentativo di tramandare ai posteri volti e storie di una città in continuo sviluppo nonostante i capovolgimenti epocali che aveva vissuto. Ellmenreich ha scritto e fotografato ogni evento in città, ha ricordato ogni personalità, ha registrato ogni novità architettonica senza rinunciare a catalogare anche quegli edifici che man mano venivano abbattuti per lasciare spazio a quelli nuovi. Attraverso le sue fotografie possiamo respirare tutto ciò che avvenne in città durante la Prima guerra mondiale.
Dopo aver frequentato il liceo locale, imparò il mestiere nella libreria e tipografia dei genitori, Pötzelberger, situata a Merano in piazza Duomo. La tipografia fu per anni il punto culturale per eccellenza e il luogo dove poter apprendere le notizie e dove commentarle. Dopo la morte del padre, la tipografia di famiglia fu in seguito rilevata dal fratello minore Oskar. Albert lavorò inoltre come apprendista presso la Meraner Zeitung, di cui fu caporedattore a partire dal 1896 e nei cui numerosi articoli manifestò costantemente un orientamento patriottico e nazionalista.
Dopo l’annessione italiana dell’Alto Adige negli anni 1919/20, Ellmenreich cercò di riorientarsi e di trovare un accordo con le autorità italiane. Quando la Meraner Zeitung, come quasi tutta la stampa tedesca dell’Alto Adige, fu chiusa dal governo fascista, dal 1926 fino alla sua morte nel 1937 lavorò come redattore di Merano per la Alpenzeitung, il quotidiano concesso dal locale Partito Fascista Italiano, che permetteva che gli articoli fossero scritti in tedesco ma con l’uso di una toponomastica ed una odonomastica italiana. Oltre agli articoli Albert Ellmenreich scrisse alcuni libri come “Il Teatro Comunale di Merano” che fu un supplemento alla Meraner Zeitung, n. 144 del 2 dicembre 1900. Scrisse pure: “Dai giorni di guerra più emozionanti di Merano. In: Meraner Hauskalender 1919, pp. 49–61”. Non va dimenticato anche: “In occasione del 50° anniversario della morte di Friedrich Wasmann.” In: Alpenzeitung, edizione del 12 maggio 1936, p. 4. Di grande importanza per la storia dell’architettura razionalista fu la sua visita al Municipio appena costruito su progetto e realizzazione di Ettore Sotsass, una sorta di visita guidata ricca di dettagli fra i corridoi e gli spazi interni del grande edificio moderno: “E sorse il nuovo municipio di Merano…”. In: Meraner Jahrbuch 1937. Athesia, Bolzano-Merano 1937.
A partire dalla metà degli anni ‘30, Albert Ellmenreich, così come suo fratello Oskar, si orientò sempre più verso il nazionalsocialismo.
Ellmenreich lasciò in eredità alla città e ai suoi cittadini sette album fotografici con circa 1200 fotografie, cartoline e disegni, 2080 lastre fotografiche relative al periodo dal 1915 al 1937 e cinque volumi di cronache di guerra e diari scritti fra il 1916 e il 1919, tutti conservati presso l’Archivio comunale di Merano.
La sua tomba si trova al Cimitero Centrale di Merano, dove è sepolto nella tomba di famiglia. Il suo nome non può essere lasciato cadere nell’oblio.
Autrice: Rosanna Pruccoli