Nato a Vienna nel 1881 da una abbiente famiglia ebraica, Stefan Zweig era figlio dell’industriale Moritz Zweig (1845-1926) e di Ida Brettauer (1854-1938), nata ad Ancona da una famiglia di banchieri di Hohenems. Dopo gli studi di filosofia compiuti fra Vienna e Berlino e ultimati con la laurea nel 1904, Zweig prese a viaggiare attraverso l’Europa. Fra il 1908 e il 1909 compì un viaggio in Asia. Al suo rientro conobbe Friederike Maria Burger von Winternitz, coniugata. Friderike era nata a Vienna nel 1882, fu fra le prime donne ad essere ammessa all’Università di Vienna e studiò letteratura francese.
Con il cognome del primo marito, von Winternitz, Friderike riuscì a farsi conoscere come scrittrice fin dal 1902, pubblicando diversi romanzi e scrivendo per la Monatshefte di Westermann, la Wiener Zeitung e la Vossische Zeitung. Nel 1905 come molti altri intellettuali ebrei Friedericke si convertì alla religione cattolica aggiungendo Maria al suo nome. Nel 1910 Friederike e Stefan Zweig trascorsero un lungo soggiorno a Merano. La città era per Stefan Zweig un luogo piacevole e rilassante, il luogo dove restare anche per trarre ispirazione e scrivere. Furono infatti tre i suoi soggiorni a Castel Labers. Dal Castello nel marzo del 1908 scrisse “Herbstwinter in Meran”. E non erano poche le persone a cui, nelle sue lettere, consigliasse la città: “In autunno voglio essere in Tirolo, a Merano […]. Lì troverete una tranquillità unica, un paesaggio meraviglioso e un autunno ricco di frutti come non avete mai visto prima. […] In nessun altro posto al mondo – e non ho visto pochi paesi – l’autunno è così bello come a Merano, perché lì l’intero paesaggio è colorato dai diversi frutti e l’aria è buona e mite.”
Friederike vi fece ritorno nel 1913 con la figlioletta malata Susanna Benediktine detta Suse. Qui ella scrisse gran parte del suo romanzo “Der Ruf der Heimat” che pubblicò l’anno dopo per i tipi di Schuster & Loeffler. Nello stesso 1914 divorziò dal primo marito.
Durante la Prima Guerra Mondiale, che considerava un crimine, Friederike organizzò il Comitato Internazionale per una Pace Duratura. Anche Stefan Zweig si batteva per l’umanità e la pace oltre qualsiasi partito o comunità religiosa.
Friderike Zweig partecipò e organizzò numerose conferenze femminili di argomento pacifista. Nel 1915, ad esempio, fece parte del Comitato austriaco al 1º Congresso Internazionale per la Pace delle Donne, tenutosi all’Aia e che riunì donne da tutta Europa e dagli Stati Uniti D’America. Friederike consegnò le richieste di pace presentate anche al governo austriaco. Nel 1917 partecipò alla riunione femminile del Comitato Internazionale per una Pace Duratura a Vienna. Fece anche parte dell’Associazione Generale Austriaca delle Donne e fece parte della rete internazionali nel movimento per la pace femminile. Il suo impegno fu espresso negli articoli Die Frauen und der Krieg e Die schwarze Grenze, entrambi apparsi nel 1918 sulla rivista Die Friedens-Warte. In Women and the War, chiese il sostegno alla Conferenza delle Donne del Comitato Internazionale per una Pace Duratura, che si tenne a Berna nell’aprile 1918. Nel 1919, il comitato fu rinominato e, ancora oggi si chiama ancora Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà (IFFF). Nel 1920 Friederike e Stefan si sposarono e andarono a vivere a Salisburgo fino al 1938 quando divorziarono.
Autrice: Rosanna Pruccoli