I “rosti” negli edifici bolzanini

Elementi significativi di completamento dell’architettura bolzanina e altoatesina sono quelle strutture in ferro battuto poste sotto l’intradosso dei portali in pietra. Il loro scopo è analogo a quello dei lucernari posti sopra i cavedi, dove questi danno luce in verticale agli ambienti posti all’interno di essi, mentre i rostri servono per dare luce sul piano orizzontale. Nei portali sono posti sopra i due battenti delle porte di accesso all’abitazione e danno sia luce che aria agli ambienti interni, spesso bui, angusti e maleodoranti. Nel Medioevo hanno la forma di semplici inferriate, ma nel ‘600 e sopratutto nel ‘700, giungono alla apoteosi stilistica. Essi completano i portali, barocchi o rococò, con le medesime forme eccentriche di tali stili. Nelle volute troviamo motivi a rochei intrecciati con figure floreali – spesso col motivo della rosa canina – o figure antropomorfe e stilizzate o mascheroni. Un motivo puramente funzionale diventa motivo di pregio e di decoro della facciata e della casa di chi la abita. Stupendi e fantastici ricami in ferro battuto si susseguono sopra i portali bolzanini con una sorta di continuità negli edifici del centro storico. Vengono caratterizzati col motivo del fiore “a fuso”, costituito dagli avvolgimenti dello stelo del fiore a guisa di spirale, sostituito successivamente col motivo a “cartilagine”, realizzato con una tecnica di incisione a caldo.
La lettura intera di un edificio, anche dal punto di vista stilistico, non può prescindere da questo relativamente piccolo, ma importante manufatto. Le maestranze bolzanine e più in generale quelle altoatesine erano impareggiabili nel forgiare e modellare tali strutture. Stupende sono quelle presenti nei portali nel palazzo del Magistrato Mercantile, realizzate fra il 1726/28 da Franz Unterhofer. Ma bellissime sono anche quelle in piazza delle Erbe, oggi nascoste per lo più dalle bancarelle, una per tutti quella di palazzo Menz, posto nella medesima piazza.
Completavano poi i portali altri elementi di decoro e di utilizzo, quali il batacchio – questo spesso a forma di mascherone – , i pomoli e i cardini, tutti composti in una unica e incredibile unità stilistica.

Autore: Flavio Schimenti